VIDEO – Giovanissimi bloccano le auto in strada: caos tra Pompei e Scafati
POMPEI. Cappucci in testa, scooter messi di traverso per sbarrare la strada e pugni contro i finestrini delle vetture bloccate nel traffico.
È la scena di violenza e caos che si è consumata nella tarda serata di venerdì nei pressi dello svincolo autostradale di Scafati, in direzione Pompei, dove un gruppo di giovanissimi ha seminato il panico tra i conducenti in transito.
Sull’episodio sono ora in corso le indagini della Polizia, giunta sul posto per riportare l’ordine e identificare alcuni dei responsabili.
A rendere noto quanto accaduto è stato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, al quale si è rivolto direttamente uno degli automobilisti coinvolti nella disavventura.
Secondo la testimonianza dell’uomo, la banda non si sarebbe limitata a ostruire la carreggiata. Oltre a intimare l’alt alle vetture colpendole sui vetri, i ragazzi avrebbero provato a danneggiare la segnaletica stradale a bastonate e appiccato un rogo improvvisato al centro della carreggiata utilizzando cartoni e legname recuperati nei paraggi.
L’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine ha permesso di interrompere l’azione del branco e di avviare gli accertamenti di rito.
Forte la presa di posizione del parlamentare di Avs, che ha condannato duramente l’accaduto definendolo un grave atto di delinquenza maturato in un clima di diffusa impunità tra i più giovani.
«Queste – ha detto – non sono né bravate né rappresentano una qualche forma di protesta legittima. Un branco che si copre il volto, blocca una strada pubblica, terrorizza chi passa e pretende di imporre con la forza le proprie regole mette in atto comportamenti da delinquenti. È lo stesso senso di impunità che stiamo vedendo troppo spesso tra gruppi di giovanissimi convinti che le strade siano territori di conquista».
Nelle sue dichiarazioni, Borrelli ha espresso pieno sostegno agli agenti intervenuti e ha sollecitato sanzioni severe per i componenti del gruppo, richiamando al contempo l’attenzione sul ruolo e sui doveri delle famiglie nel contrasto alla devianza giovanile.
«Adesso servono pene esemplari, verificando tutte le violazioni commesse e le responsabilità di ciascuno. Ma non possiamo limitarci a intervenire quando il branco è già in strada: servono controlli nelle aree più esposte, prevenzione e soprattutto famiglie che si assumano fino in fondo la responsabilità educativa dei propri figli. Chi cresce ragazzi convinti che minacciare, aggredire e terrorizzare gli altri sia divertimento sta contribuendo a costruire la criminalità di domani».
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