Abusivismo a Pompei, demolita una palestra-ufficio vicino all’area archeologica
POMPEI. Nuovo intervento di contrasto all’abusivismo edilizio disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata. In esecuzione di due ordini di demolizione emessi dal Tribunale oplontino, sono state abbattute diverse opere abusive realizzate nel Comune di Pompei, in via Fosse di Valle n. 24, a poche centinaia di metri dall’area archeologica di Porta Vesuvio.
Nel dettaglio, le strutture demolite consistevano in un manufatto in cemento armato di circa 100 metri quadrati al piano terra, realizzato in ampliamento a un preesistente corpo di fabbrica, interamente rifinito e dotato di impianti tecnologici; un ulteriore manufatto di circa 16 metri quadrati adiacente al fabbricato principale; una struttura di circa 21 metri quadrati costruita con profilati in ferro e lamiera coibentata; infine un altro manufatto, realizzato in parte in muratura e in parte in legno, della superficie di circa 31 metri quadrati. Le demolizioni eseguite fanno riferimento a due condanne relative a sentenze risalenti all’anno 2006.
I manufatti erano adibiti a palestra-ufficio, vano bagno, deposito attrezzi e garage. L’area interessata dagli abusi edilizi risulta sottoposta a numerosi vincoli. In particolare, ricade in zona agricola di rispetto archeologico secondo il vigente Piano regolatore generale.
L’intero territorio di Pompei è stato dichiarato di notevole interesse pubblico ai sensi della legge 1497 del 1939 sulla protezione delle bellezze naturali, con successive integrazioni recepite e modificate dal decreto legislativo 42/2004 e soggetto alle prescrizioni del Piano urbanistico territoriale previsto dalla legge regionale 35/1987.
Su Pompei vige il vincolo paesaggistico-ambientale stabilito dal Piano territoriale paesistico dei Comuni Vesuviani, approvato con decreto ministeriale del 4 luglio 2002 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 219 del 10 settembre 2002, classificando l’area in zona P.I., ossia di protezione integrale.
La città mariana, inoltre, rientra nella cosiddetta “Zona Rossa” ad alto rischio vulcanico, disciplinata dalla legge regionale n. 21 del 10 dicembre 2003, oltre a essere classificata come area sismicamente attiva di seconda categoria, secondo la delibera della Giunta regionale della Campania n. 5447 del 7 novembre 2002.
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