Custode arrestato per abusi a Pompei, Zuchtriegel commenta: «Ci costituiremo parte civile»
POMPEI. «Il nostro pensiero va alla vittima del grave episodio di violenza sessuale verificatosi, secondo le indagini, nel sito che, al di là della procedura penale avviata dalla Procura, con la quale collaboriamo in tutti i modi possibili, avrà delle conseguenze anche a livello disciplinare, una volta effettuati tutti i necessari accertamenti interni. Ringraziamo i Carabinieri per il lavoro svolto, basatosi anche sul sistema di videosorveglianza del Parco Archeologico, che ha contribuito all’efficacia delle indagini. Si tratta di un fatto gravissimo e scioccante, che per di più è accaduto in un luogo che dovrebbe essere un presidio di Umanità e Cultura. Valuteremo se costituirci come parte civile in un eventuale processo». Con queste parole il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha commentato la drammatica vicenda resa nota dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Le sue dichiarazioni giungono a margine dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita questa mattina a Scafati dai Carabinieri nei confronti di un custode dell’area archeologica. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato di violenza sessuale aggravata ai danni di uno studente di 17 anni in visita a Pompei lo scorso 16 agosto 2026.
Secondo l’ipotesi investigativa, il custode avrebbe adescato il minorenne fingendosi una guida turistica grazie alla divisa indossata. Dopo averlo convinto ad entrare in una domus normalmente chiusa al pubblico, lo avrebbe costretto con la forza a subire atti sessuali, ignorando i suoi tentativi di difesa.
Le indagini, avviate subito dopo la denuncia presentata dalla giovane vittima, hanno trovato determinante riscontro nei filmati del sistema di videosorveglianza del Parco, che hanno permesso di identificare l’indagato e raccogliere i gravi indizi di colpevolezza. Data la gravità del fatto e il rischio di reiterazione, l’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Vallo della Lucania.
L’indagato, le cui posizioni restano sotto la tutela della presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva, potrà fare ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento cautelare.
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