Primark apre a Pompei: assunti circa 150 giovani del territorio
di Susy Martire
POMPEI. Primark apre al centro commerciale “La Cartiera” il 1° settembre 2026 alle 10 alla presenza del sindaco di Pompei, Giuseppe Tortora, che sarà colui che taglierà il nastro aprendo ufficialmente le porte allo store n. 500 nel mondo di questo colosso commerciale irlandese.
I numeri sono veramente impressionanti. Primark nasce nel 1969 a Dublino ma in Italia arriva solo nel 2016. In 10 anni apre 22 punti vendita (il ventiduesimo a Pompei).
Sono arrivati più di 2.100 curricula di giovani campani e ne sono stati scelti circa 150, tutti del territorio. Nei 4 punti vendita campani lavorano circa 700 persone.
Numeri importanti nella nostra Regione, che è sicuramente tra quelle che rispondono meglio al marketing manageriale adottato dall’azienda. Di 3.160 mq il nuovo punto vendita, che arriva a 4.300 mq se si includono gli uffici.
La divisione dei reparti è la stessa che gli affezionati clienti conoscono benissimo: abbigliamento donna, uomo, bambino, lingerie tra cui gli amatissimi pigiami, il reparto home, beauty, viaggi e accessori, anche di telefonia, e gadget.
Diciotto casse a disposizione della clientela, di cui 10 automatiche e 8 con operatore, e 14 camerini di cui 1 per le famiglie e 1 per i disabili.
Ci ha accompagnato nel viaggio alla scoperta di questo nuovo store, Luca Ciuffreda, direttore di Primark Italia, spiegandoci anche la strategia di abbassamento dei prezzi, soprattutto sui capi “Iconic”, cioè quelli che sono più venduti, come il pigiama “boyfriend” il cui prezzo viene abbattuto di circa la metà rispetto allo scorso anno.
Ma come fa Primark ad avere prezzi così competitivi? Scarsa qualità? In un mondo in cui la fast fashion la fa da padrona chiederselo è d’obbligo.
Invece scopriamo dalle parole del direttore che l’azienda è attenta alla sostenibilità, che segue i dettami della cosiddetta Agenda 2030 cercando di dimezzare la plastica, fino a farla sparire completamente nel 2030. Inoltre abbatte i prezzi comprando grandi quantitativi di merce dai fornitori, con cui ha rapporti decennali.
Hanno eliminato grucce costose, etichette (quelle delle maglie dei bambini, ad esempio) e fanno pochissima pubblicità, anche perché la pubblicità ormai è il loro marchio. Basta guardarsi intorno nel centro commerciale e vederlo ovunque.
Tra i numeri sono sicuramente interessanti quelli che riguardano i lavoratori. Circa 80.000 nel mondo provenienti da 62 Paesi diversi. Primark ha punti vendita in 19 diversi Paesi e pare non voglia arrestare la sua crescita. I dipendenti vengono motivati e menzionati su una “bacheca dell’orgoglio”.
Il più giovane dipendente ha 18 anni mentre quello più “agé” 67. Non c’è limite di età per chi vuole lavorare e crescere in un’azienda che segue le tendenze del momento, decantata da tiktoker e teenager in tutto il mondo.
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