Antonio Cua, un architetto mandato dalla Provvidenza

Le origini del santuario di Pompei: l’incontro tra Bartolo Longo e il professionista napoletano

POMPEI. Tarquinio Fuortes, nacque a Giuliano di Lecce il 29 luglio 1848 e morì a Latiano (Brindisi) il 23 aprile 1927. Si laureò giovanissimo all’età di 22 anni. Nel 1874 fu nominato professore di matematica nella scuola militare “Nunziatella” di Napoli e scrisse vari testi matematici. Conobbe il nostro Beato in quanto sua sorella, Anna Fuortes, sposò Alceste, fratello di Bartolo Longo. Con lui visse sin dai primordi dell’Opera pompeiana in una affettuosa e fraterna amicizia, figura di uomo e scienziato tra i suoi consiglieri intimi e tra i suoi più validi collaboratori per tutta la vita.

Nel maggio del 1876, dopo i molti consigli errati per la costruzione delle fondamenta del Santuario, don Bartolo decise di rivolgersi a lui per un consiglio. Giunto a casa sua, vi trovò Antonio Cua, che s’interessò subito al racconto che il Beato faceva al Fuortes e a un certo momento, benché non lo conoscesse, interloquì domandandogli chi avesse fatto il disegno della nuova chiesa. Don Bartolo non ebbe difficoltà a rispondere che era opera di un giovane sacerdote, suo amico, Don Gennaro Federico, e poiché lo aveva con sé, glielo mostrò.

Antonio Cua, architetto e ingegnere, nonché professore universitario, nel vedere il disegno non poté contenersi dall’abbozzare un sorriso di commiserazione, chiedendogli come mai non si fosse rivolto ad una persona competente. Bartolo, non sapendo chi fosse, rispose che un architetto sarebbe costato troppo e le poche somme, raccolte con stenti e disagi, non erano sufficienti per pagarlo. «Oh no!» lo interruppe il Cua «questo non è vero! E poi ci possono essere anche architetti che si offrono gratis!». Bartolo continuava a mostrarsi piuttosto diffidente; ma quando l’amico gli disse che il suo interlocutore era uno degli uomini più buoni di questo mondo, ritornò sui suoi passi e mutò tono.

E fu così che, nei primi giorni di luglio, il professor Cua si recò per la prima volta a Valle di Pompei, portando con sé il nuovo disegno del Santuario. Nella metà del mese di agosto 1876 ripresero i lavori, precedentemente sospesi, sotto la sua giuda e le fondamenta precedentemente fatte vennero allargate. La Provvidenza venne in aiuto al Servo di Dio e l’illustre prof. Cua legò disinteressatamente il suo nome al Santuario di Pompei meritando, anche quaggiù, una gloria imperitura.

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Luigi Donnarumma

Fotoamatore, collezionista d'immagini d'epoca pompeiane e vesuviane, appassionato della storia della sua città

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