Anche la Casa del Tiaso di Pompei in lizza per il Premio Palmyra
POMPEI. C’è anche la straordinaria scoperta del salone affrescato della Casa del Tiaso tra i cinque ritrovamenti archeologici del 2025 selezionati per la dodicesima edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”.
Il prestigioso riconoscimento mondiale, promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e dalla rivista Archeo, punta i riflettori sull’attività di ricerca e tutela svolta sul territorio e celebrerà la scoperta vincitrice venerdì 30 ottobre 2025 a Paestum, in occasione della XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (Bmta).
L’attenzione degli studiosi e degli appassionati si concentra quest’anno sugli scavi condotti nell’insula 10 della Regio IX di Pompei, dove gli archeologi hanno riportato alla luce un grande ambiente da banchetto.
Le pareti della stanza custodiscono una megalografia, un imponente fregio con figure a grandezza quasi naturale che raffigura un vivace corteo dionisiaco.
L’opera, databile tra il 40 e il 30 a.C., ha determinato la denominazione della dimora come Casa del Tiaso, in riferimento proprio al gruppo festante che accompagnava il dio Dioniso.
L’architettura del vano integrava l’interno con la natura circostante, grazie alla quarta parete che si apriva direttamente su un giardino.
Il riconoscimento intitolato a “Palmyra” – che riprende il simbolo della campagna di comunicazione lanciata nel 2016 e il gemellaggio con Paestum del 2018 – premia il lavoro degli archeologi nel loro ruolo di studiosi e professionisti del territorio.
Tra il 2015 e il 2024 il premio ha portato l’intitolazione a Khaled al-Asaad, storico direttore del sito siriano. La selezione della vittoria finale spetta a una giuria composta dalle testate internazionali media partner della Borsa.
A condividere questo percorso sono il direttore della BMTA Ugo Picarelli e il direttore di Archeo Andreas Steiner, uniti dall’intento di promuovere lo scambio di esperienze, la cooperazione tra i popoli e la riscoperta delle identità culturali.
Oltre alla meraviglia vesuviana, il panorama dei finalisti internazionali include scoperte di grandissima rilevanza scientifica.
In Albania, nella Valle di Bulqizë, è riaffiorato il primo ipogeo-mausoleo romano del Paese: un monumento funerario del III-IV secolo d.C. di circa nove metri per sei, preceduto da una scalinata monumentale e caratterizzato da un’iscrizione bilingue, al cui interno sono stati rinvenuti tessuti con fili d’oro, armi e vasi in vetro.
In Egitto, a Taposiris Magna, l’individuazione di un porto sommerso a cinquanta chilometri da Alessandria – con colonne imponenti, ancore e anfore – potrebbe rivelarsi decisiva per svelare il mistero della tomba di Cleopatra VII.
L’Italia raddoppia la sua presenza in gara grazie agli scavi del progetto “Vulci Cityscape” nell’omonimo sito etrusco, dove è stata ritrovata una testa femminile in marmo greco, una Kore attribuibile a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C. che testimonia i fitti legami culturali tra Grecia e Italia preromana.
Infine, a Eraclea al Latmo in Turchia, il frigidarium delle terme cittadine ha restituito raffinati mosaici raffiguranti la fauna marina e fluviale: spiccano ben sei rappresentazioni di coccodrilli affacciate l’una verso l’altra, un soggetto insolito per l’area geografica che suggerisce la presenza in loco di un maestro mosaicista itinerante.
I lettori e gli appassionati potranno inoltre incidere sull’assegnazione dello “Special Award”, il premio attribuito alla scoperta che raccoglierà il maggior numero di preferenze da parte del pubblico tra l’11 settembre e il 15 ottobre 2026 sulla pagina Facebook ufficiale della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
👉 https://whatsapp.com/channel/0029VaD7YM45K3zSZFezHV1o
🆓 È gratis!
🔕 Puoi disattivare le notifiche
👋 Puoi lasciare quando vuoi!
















