Uànema, Napoli celebra gli altri vivi: quattro giorni tra arte e memoria

NAPOLI. La città si prepara a riaprire le porte ai suoi «altri vivi». Dal 30 ottobre al 2 novembre torna Uànema – Festa degli altri vivi, giunta alla quinta edizione, con oltre 30 appuntamenti gratuiti tra spettacoli, visite guidate e iniziative culturali nei luoghi più suggestivi del patrimonio storico e spirituale cittadino. La rassegna, promossa e finanziata dal Comune di Napoli e organizzata da Full Heads srls, propone un percorso alla scoperta del rapporto profondo e singolare che lega la città all’aldilà.

Le prenotazioni sulla piattaforma Eventbrite apriranno martedì 27 ottobre alle ore 19, salvo diversa indicazione. Il programma coinvolge 16 realtà del territorio e attraversa chiese, catacombe, ipogei e antichi luoghi di sepoltura, restituendo una tradizione nella quale il confine tra la vita e la morte non è mai stato davvero invalicabile.

A Napoli, infatti, i defunti continuano a vivere nella memoria collettiva e nell’immaginario popolare. È il caso delle anime pezzentelle, adottate dai fedeli nelle cave e negli ipogei, e delle capuzzelle, i teschi custoditi e interrogati nelle scarabattole, ai quali per generazioni sono state affidate preghiere, richieste di grazie e speranze. Da queste consuetudini prende forma Uànema, che trasforma la memoria in un’occasione di conoscenza e partecipazione, raccontando una città in cui i morti abitano sotto le strade, nelle chiese e nelle cavità di tufo, a pochi passi dalla quotidianità.

L’itinerario attraversa secoli di storia, dalle pratiche funerarie greche e romane al culto delle anime del Purgatorio, coinvolgendo luoghi di grande valore storico, artistico e spirituale. Tra questi figurano la Basilica di San Giovanni Maggiore, il Complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, le Catacombe di San Gaudioso e di San Gennaro, la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, SMMAVE – ex Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, la Necropoli ellenistica di Neapolis, il Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, la Chiesa di Santa Luciella ai Librai, l’Ipogeo dei Cristallini, l’Ipogeo della Congrega di San Francesco d’Assisi e il Cimitero delle Fontanelle. Il programma si estende anche a Casa Guarattelle e CasaCinema, mettendo in dialogo tradizioni popolari e linguaggi artistici contemporanei.

Tra gli appuntamenti principali spicca quello di domenica 1° novembre, quando la Basilica di San Giovanni Maggiore ospiterà «La Capuzzella Attilio. Quattro funerali, due matrimoni e una pensione», spettacolo di e con Amedeo Colella, con la partecipazione di Umberto Tommaselli. L’inizio è previsto alle ore 19: l’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, senza necessità di prenotazione. Attraverso ironia e spirito dissacrante, lo spettacolo racconterà quella familiarità con la morte che caratterizza la cultura partenopea.

Il cartellone teatrale comprende anche «Pulcinella e le anime pezzentelle», spettacolo tradizionale di burattini a cura del Teatro delle Guarattelle, in programma il 31 ottobre alle 17.30 e il 1° novembre alle 11.30 presso Casa Guarattelle. Alle Catacombe di San Gennaro, il 31 ottobre, la compagnia Putéca Celidònia interpreterà «Cosa arcana e stupenda – Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie», testo di Giacomo Leopardi, durante i due turni di visita delle 19.30 e delle 20.30.

La stessa sera, la Chiesa di Santa Luciella ai Librai farà da cornice a un reading dedicato ai «Dialoghi dei morti» di Luciano di Samosata, interpretato dalle attrici Imma Villa e Cecilia Lupoli al termine delle visite guidate previste alle ore 20 e alle 21. Per questi appuntamenti è richiesta la prenotazione tramite Eventbrite.

Particolarmente significativa sarà la giornata del 2 novembre, dedicata alla Commemorazione dei defunti. Per l’occasione, il Cimitero delle Fontanelle ospiterà una visita notturna straordinaria, accompagnata dalle testimonianze degli abitanti del quartiere, custodi di una memoria tramandata nel tempo.

L’iniziativa, curata dalla Cooperativa La Paranza, che gestisce il sito dalla sua riapertura, segna il debutto del cimitero nel programma di Uànema e rappresenta uno dei momenti più emblematici dell’edizione 2026.

Le visite saranno organizzate in tre turni, alle 19.30, 19.45 e 20, con prenotazione su Eventbrite. Il luogo, che custodisce migliaia di resti anonimi, racconta una delle espressioni più profonde della pietà popolare napoletana: per generazioni, i fedeli hanno adottato i teschi, attribuito loro un’identità, affidato richieste nei sogni e offerto in cambio il refrisco delle preghiere.

Sempre il 2 novembre, dalle ore 21, CasaCinema ospiterà «Morti fuori orario», una maratona cinematografica notturna composta da otto film. Il percorso esplorerà il ritorno dei defunti e le paure che emergono quando vengono meno i riti funebri e l’ordine della comunità, ispirandosi alle visioni notturne di Enrico Ghezzi e al pensiero dell’antropologo Ernesto de Martino.

Una veglia collettiva in cui il cinema diventa occasione per riflettere sul lutto, sulla paura e sulla necessità di riconoscere ai morti un posto nel mondo dei vivi. I biglietti gratuiti potranno essere ritirati dalle 19.30 presso CasaCinema, in via Cisterna dell’Olio 46, fino a esaurimento dei posti.

Con Uànema, Napoli torna così a confrontarsi con una delle componenti più radicate della propria identità culturale. In un tempo segnato da guerre e naufragi, in cui troppe vite rischiano di essere ridotte a numeri senza volto, la cura dei resti anonimi assume un significato ancora più profondo.

La rassegna recupera questa tradizione attraverso il teatro, il cinema e la letteratura, trasformando i luoghi della memoria in spazi di incontro e condivisione. Non una semplice celebrazione di Halloween, dunque, ma una festa profondamente napoletana, capace di unire ironia, spiritualità e partecipazione collettiva.

Un rito che restituisce ai defunti un posto nella vita quotidiana e ricorda come, nella cultura partenopea, il rapporto con l’aldilà non abbia mai rappresentato una separazione definitiva. Perché a Napoli, in fondo, i morti non sono mai stati davvero lontani: sono sempre stati, semplicemente, «altri vivi».

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Maria Celeste Gubitosa

Maria Celeste Gubitosa

Giornalista, personal trainer, laureata in Scienze Nutraceutiche ed aspirante nutrizionista. "Nutro mentre, corpo ed ambizioni"

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