Papa Leone XIV a Pompei, appello per la pace nel giorno della Supplica

POMPEI. Una giornata carica di fede, emozione e richiami alla pace ha segnato la visita pastorale di Papa Leone XIV al Santuario di Pompei, nel giorno della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario e nel primo anniversario del suo pontificato. Migliaia di fedeli hanno gremito sin dalle prime ore dell’alba Piazza Bartolo Longo e le strade adiacenti, accogliendo il Pontefice con applausi, cori e momenti di intensa partecipazione.

Per Pompei si tratta di una nuova pagina di storia. La città mariana ha accolto il quarto Papa negli ultimi decenni, dopo le visite di Giovanni Paolo II nel 1979 e nel 2003, di Benedetto XVI nel 2008 e di Francesco nel 2015. Un appuntamento che ha richiamato pellegrini provenienti da tutta la Campania e da numerose regioni italiane, con una presenza significativa di giovani e volontari impegnati nell’accoglienza.

Papa Leone XIV è arrivato in elicottero nell’area meeting del Santuario, accolto dall’arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio mons. Tommaso Caputo, dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal prefetto di Napoli Michele Di Bari, dal sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi e dal sindaco di Pompei Andreina Esposito.

La prima tappa della visita è stata la sala Luisa Trapani, dove il Pontefice ha incontrato il “Tempio della Carità”, realtà che accoglie persone provenienti da situazioni di disagio. Ancora prima dei discorsi ufficiali, Leone XIV ha salutato uno ad uno i malati e i disabili assistiti dalle opere del Santuario, soffermandosi con ciascuno per una parola o una carezza.

Nel corso dell’incontro il Papa ha ascoltato le testimonianze di Tommaso e Pina dell’“Oasi Vergine del Sorriso”, di Serena di Casa Emanuel e di Vittoria della casa “Santa Maria del Cammino”. Monsignor Caputo, nel rivolgere il saluto al Pontefice, ha sottolineato il valore delle opere sociali legate al Santuario: «Oggi, Padre Santo, il benvenuto glielo dà una rappresentanza di bambini, di ragazzi e di adulti accolti nelle diverse Opere, che fanno corona al Santuario, nelle quali si attua una pedagogia intrisa di umanità, di fede, di amore, di preghiere».

Il Papa ha quindi evidenziato il legame tra fede e carità nell’opera avviata da San Bartolo Longo: «Sono molto contento di incontrare tutti voi, che in vari modi siete legati alle Opere di carità del Santuario di Pompei: persone accolte, religiosi, educatori e volontari». Leone XIV ha ricordato la recente canonizzazione del fondatore del Santuario, celebrata il 19 ottobre scorso in Piazza San Pietro, definendo Pompei «luogo dell’amore che scalda il cuore» e «trionfo di fede e carità».

Successivamente il Pontefice ha raggiunto il Santuario a bordo di una golf cart bianca scoperta, ricevendo il primo bagno di folla della giornata. Lungo il percorso il Papa si è fermato più volte per benedire bambini avvicinati dai gendarmi e salutare i fedeli assiepati dietro le transenne.

Piazza Bartolo Longo si è presentata completamente gremita per la celebrazione eucaristica. A concelebrare con Papa Leone XIV sono stati, tra gli altri, mons. Caputo, il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, i vescovi della Campania e il clero pompeiano. Ad animare la liturgia il coro del Santuario insieme a un coro composto da rappresentanti delle cinque parrocchie cittadine.

Nell’omelia il Pontefice ha spiegato il significato della visita, legandolo alla data dell’8 maggio e alla sua elezione al soglio pontificio. «Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa».

Il Papa ha inoltre ricordato il legame con Leone XIII, il Pontefice da cui ha scelto di prendere il nome: «L’aver poi scelto il nome di Leone, mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario».

Ampio spazio è stato dedicato alla figura di San Bartolo Longo e alla sua opera sociale e spirituale. Leone XIV ha ricordato come il fondatore del Santuario avesse trovato una terra segnata dalla povertà, dalla malaria e dal brigantaggio, riuscendo però a vedere «in tutti il volto di Cristo». Il Pontefice ha sottolineato l’impegno di Bartolo Longo verso gli orfani e i figli dei carcerati, richiamando una delle sue convinzioni più profonde: «Solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive».

Leone XIV ha quindi invitato sacerdoti, religiosi, volontari ed educatori a proseguire lungo questa strada: «Siate uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio». Un incoraggiamento particolare è stato rivolto ai giovani, ai quali il Papa ha chiesto di avere fiducia in chi accompagna la loro crescita.

Al termine della celebrazione, il Pontefice ha recitato la Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario, momento centrale della giornata dell’8 maggio, seguita ogni anno da migliaia di fedeli nel mondo. Proprio durante la preghiera, Papa Leone XIV ha lanciato un forte appello contro le guerre e le violenze che continuano a segnare il panorama internazionale.

«Due intenzioni rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana», ha affermato.

Il Pontefice ha ricordato come San Giovanni Paolo II avesse voluto l’Anno del Rosario sotto lo sguardo della Vergine di Pompei e come, già nel 1986, avesse riunito ad Assisi i leader delle principali religioni per pregare per la pace. «I tempi da allora non sono migliorati», ha osservato Leone XIV.

Da Pompei è quindi partito un nuovo appello rivolto al mondo intero: «Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore». E ancora: «Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono».

Il Papa ha invocato «un’effusione sovrabbondante di misericordia» affinché vengano placati «i rancori e gli odi fratricidi» e siano illuminati «quanti hanno speciali responsabilità di governo». Quindi ha concluso con parole nette: «Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore».

Dopo la Messa, Papa Leone XIV ha fatto ingresso nel Santuario insieme a mons. Caputo ed è stato accolto dal rettore mons. Pasquale Mocerino. Ad attenderlo c’erano ammalati, anziani e persone con disabilità accompagnati dai loro familiari e dagli operatori delle strutture assistenziali.

«Vi ringrazio di essere venuti numerosi, superando le difficoltà con la forza della fede e l’amore a Maria Santissima nostra Madre», ha detto il Pontefice. «Voi siete di casa in questo Santuario. Come in ogni santuario mariano, i malati e i sofferenti sono i più vicini al cuore della Madre».

Nel corso della visita non sono mancati momenti fuori programma e parole pronunciate a braccio. «Che bella giornata, quante benedizioni, io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al Santuario nel giorno della Supplica e di questo anniversario», ha affermato Papa Leone XIV, facendo riferimento al primo anno di pontificato.

La visita pastorale a Pompei si è così trasformata in una giornata dal forte valore simbolico e spirituale. La città mariana ha accolto il Pontefice in un clima di partecipazione intensa, tra preghiera, devozione e richiami alla pace. Un messaggio che da Piazza Bartolo Longo si è diffuso ben oltre i confini della Campania, raggiungendo i fedeli di tutto il mondo nel giorno più atteso per la comunità pompeiana.

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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