La Casa dei Vettii è diventata l’emblema della struttura economica della Pompei antica

La domus ricorda l’ascesa sociale dei proprietari: due fratelli liberti, che riuscirono ad arricchirsi nel commercio





POMPEI. La Casa dei Vettii è emblematica della struttura economica dell’antica Pompei, che si sviluppò utilizzando prevalentemente la forza lavoro degli schiavi, mentre la mobilità sociale ne favoriva l’emancipazione.La casa, di antica struttura, fu sepolta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La sua estesa ed elegante struttura, arredata con pregiati dipinti allegorici di quarto stile rappresenta uno dei migliori esempi insediativi di Pompei.

La circostanza che i proprietari fossero due fratelli liberti, arricchiti con vari commerci, prova le straordinarie opportunità di ascesa sociale disponibili per gli schiavi di Pompei (come di Roma) intorno al I secolo dopo Cristo. Dal momento che i due fratelli liberti erano diventati i proprietari di una delle più sontuose ville vesuviane e si erano candidati alle massime cariche pubbliche, come si apprende dai manifesti elettorali dell’epoca, viene così dimostrata la loro ascesa sociale, che fu possibile nonostante discendessero da schiavi.

Sono le pitture allegoriche di quarto stile a renderla una delle più raffinate dell’antica città sepolta dal Vesuvio, a cominciare dal Priapo che offre il benvenuto ai visitatori con un segno di prosperità ed abbondanza, mentre poggia il suo grande fallo sul piatto della bilancia a cui fa da contrappeso una borsa di monete. A destra dell’ingresso si trova il larario con i Lari ed il Genio tutelare della casa in atto di sacrificare. Tanti sono i miti greci ritratti sulle pareti della casa.

L’atrium era provvisto di una grande cassaforte bronzea, dove si conservavano i preziosi, correlata alla pittura con Amorini che sacrificano alla Fortuna. Nel quartiere di servizio si trova il bancone della cucina, dove fu trovata la statua di Priapo, ovvero vicino ad un piccolo ambiente funzionante da postribolo e arredato da pitture erotiche, probabile luogo d’incontro sessuale con la schiava Euthychis, citata in un graffito sulla parete d’ingresso della casa, insieme all’indicazione del costo della sua prestazione (due assi).

Il motivo di maggiore interesse della domus è però rappresentato da una serie di “vignette murali” che raffigurano gli amorini e psycai intenti nelle varie attività di produzione. Un vero “fumetto”, che racconta l’attività economica pompeiana. A destra dell’ingresso dal peristilio si gioca al tiro a segno. Nella parete est si vedono fiorai e coronari intenti al trasporto di rose su un caprone guidato dal giardiniere, la vendita e la confezione di corone. Seguono la fabbricazione e lo smercio di profumo. E ancora: gli addetti alla forgia e al cesello di ninnoli e suppellettili; gli addetti alla tessitura e alla preparazione del pane; e infine gli amorini intenti alla vendemmia fino alla preparazione del vino.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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