Ludopatia in aumento tra i giovani, i dati allarmanti del fenomeno

L’associazione “Rossella Donna di Quadri” sensibilizza i minori in Campania sul problema del gioco d’azzardo

POMPEI. Le festività natalizie sono sempre una buona occasione per riunire la famiglia e gli amici intorno a un tavolo trascorrendo, perché no, qualche ora spensierata giocando a carte, a tombola o altri passatempi simili. In questo caso vediamo la “faccia buona” del gioco, quella capace anche di arricchire le relazioni con i familiari o con gli amici e che rende speciali le serate trascorse insieme. Spesso, però, ci si dimentica della sua “faccia nera”  quella parte insidiosa che diventa una patologia vera e propria (ludopatia) e che, al contrario, distrugge vite e affetti.

Al fenomeno del gioco d’azzardo, molto diffuso nella società moderna, vale quindi la pena dedicare qualche momento di riflessione in queste festività di fine d’anno, quando cioè le occasioni per cadere vittima del “demone” della ludopatia paradossalmente aumentano, soprattutto tra i più giovani. Anche perché c’è chi della battaglia contro il gioco patologico ne sta facendo una ragione di vita.

Come Patrizia Ragone, 53 anni, giornalista e scrittrice di Pompei, che nel 2007 ha pubblicato il romanzo “Rossella Donna di Quadri”, in cui la protagonista vede il proprio mondo cadere a pezzi proprio per colpa del gioco d’azzardo. È solo l’inizio di un percorso che porterà Patrizia a intraprendere un percorso contro una piaga sociale, cui spesso sono esposti coloro che dovrebbero essere protetti dalla società, ovvero i giovani. Il libro, edito da Il Filo, riscuote un successo a dir poco inaspettato e contribuisce a squarciare il velo su un fenomeno molto diffuso in Italia e in Campania, portando all’attenzione del grande pubblico il problema della ludopatia. Nascono anche collaborazioni con quotidiani locali, che dedicano spazi ad un rubrica in cui emergono le testimonianze di chi ha vissuto il dramma in prima persona.

Nel 2008 arriva la svolta: dall’incontro con il regista Fabrizio Manfredini, nasce l’idea di produrre un cortometraggio ispirato al libro. L’idea si concretizza l’anno successivo e nei panni del “cattivo” che irrompe nella vita di Rossella c’è un attore del calibro di Philippe Leroy. Sempre nel 2009 nasce l’associazione “Rossella Donna di Quadri” che intraprende una campagna di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo e per la tutela dei minori, rivolta (in maniera del tutto gratuita) ai ragazzi delle scuole medie della Campania.

In questi 10 anni, Patrizia Ragone ha raccolto tante testimonianze ma, soprattutto, tanti dati. E i numeri che raccontano il rapporto tra i minori e il gioco d’azzardo non sono per nulla confortanti, anzi. «In questi anni – spiega la Ragone – ho incontrato oltre 50mila ragazzi nelle scuole della Campania. E purtroppo la maggior parte dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni, sono esposti in maniera preoccupante al gioco d’azzardo, con il rischio che diventi ludopatia. Hanno facile accesso a slot-machine o alle scommesse sportive, benché il gioco sia vietato ai minori, e sono attratti dall’illusione del facile guadagno. Giocano per spirito di appartenenza al gruppo o perché in famiglia c’è già qualche giocatore incallito e quindi il gioco non è percepito come un rischio, ma per molti è emersa una vera dipendenza. A questi giovani va fornito un modello alternativo basato su altri valori: devono avere la consapevolezza dei pericoli che corrono. Io non sono contraria al gioco in sé, ma i ragazzi vanno educati».

In Campania il 57% degli adolescenti sono coinvolti nell’azzardo contro la media nazionale del 47,1%. Secondo i dati del Dipartimento dipendenze dell’Asl Napoli1 sono 19mila gli studenti a rischio e 13mila quelli con profilo problematico. I luoghi più utilizzati dai giovani vedono al primo posto le sale scommesse (43,3%) seguite dai bar, tabacchi, pub (35,9%) e servizi online (26,7%). Patrizia però non si arrende. Continua a portare gratuitamente nelle scuole il suo progetto di sensibilizzazione contro il “demone” del gioco.

mm

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige “Made in Pompei”, rivista free-press mensile di promozione territoriale.

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