Memoria, Voci e Volti: Pompei si racconta attraverso i cittadini

POMPEI. A giugno, negli spazi del Museo Temporaneo d’Impresa di Pompei, si è svolta la prima fase del progetto “Memoria, Voci e Volti della città di Pompei“, promosso dall’Associazione Civitatis 2024 aps con il patrocinio del Comune di Pompei.

Per tre giorni, davanti alle telecamere e ai microfoni allestiti per l’occasione, decine di cittadini hanno donato alla comunità qualcosa di prezioso: i propri ricordi.

Non semplici interviste, ma autentiche testimonianze di vita che raccontano una Pompei che oggi non esiste più, custodita nella memoria di chi l’ha vissuta e contribuito a costruirla giorno dopo giorno.

Professionisti, casalinghe, commercianti, ambulanti, imprenditori, agricoltori, insegnanti: donne e uomini che rappresentano il tessuto umano della città e che hanno accettato di condividere frammenti della propria storia personale affinché non vadano perduti.

Dalle difficoltà del periodo bellico, con la presenza delle truppe tedesche e il successivo arrivo degli Alleati, ai racconti della Ricostruzione e dello sviluppo economico del Dopoguerra. Dai primi anni del turismo moderno legato agli Scavi archeologici fino al ruolo centrale che il Santuario ha avuto nella vita sociale, culturale e spirituale della città.

Ogni testimonianza ha restituito uno sguardo diverso sulla stessa Pompei: quella delle strade ancora sterrate, dei giochi in piazza, delle famiglie numerose, delle botteghe di quartiere, dei campi coltivati e delle relazioni umane che scandivano la vita quotidiana.

Tra i ricordi più emozionanti emerge una frase ricorrente, pronunciata con parole diverse da molti degli intervistati: «Avevamo poco, ma eravamo sereni e felici». Un’affermazione semplice che racchiude il senso profondo di molte delle storie raccolte: la consapevolezza che il benessere di una comunità non si misura soltanto attraverso lo sviluppo economico, ma anche attraverso i legami, i valori condivisi e il senso di appartenenza.

Il progetto nasce dalla convinzione che la memoria collettiva rappresenti un patrimonio immateriale di straordinario valore. Se non viene raccolta, custodita e trasmessa, rischia infatti di scomparire insieme alle persone che ne sono depositarie.

Le voci registrate in questi giorni costituiscono un archivio storico e umano che permetterà alle nuove generazioni di conoscere non solo gli eventi che hanno segnato la città, ma anche le emozioni, le abitudini, i sogni e le speranze di chi li ha vissuti.

Le immagini dei volti, i racconti spontanei, le pause cariche di emozione e persino i silenzi diventano, così, parte integrante di una narrazione corale che restituisce dignità e valore alla memoria dei cittadini pompeiani.

Questa prima fase rappresenta soltanto l’inizio di un percorso più ampio che continuerà nei prossimi mesi con nuove raccolte di testimonianze, attività di ricerca e iniziative pubbliche dedicate alla valorizzazione della storia contemporanea della città.

“Memoria, Voci e Volti di Pompei” continua. E con essa continua il racconto di una città che, attraverso le sue persone, sceglie di non dimenticare.

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Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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