Memoria Voci e Volti di Pompei: presentato il progetto sulla città
POMPEI. Si è tenuta ieri mattina, presso la sala consiliare del Comune di Pompei, la conferenza stampa di presentazione del progetto “Memoria, Voci e Volti della città di Pompei”, promosso dall’associazione Civitatis 2024 APS e patrocinato dall’amministrazione comunale.
Un’iniziativa culturale e sociale che ha posto al centro la riscoperta della memoria storica della Pompei moderna, con un percorso articolato che accompagnerà la città nei prossimi anni.
All’incontro sono intervenuti il sindaco Andreina Esposito, la presidente dell’associazione Civitatis 2024 Oriana Testa, don Salvatore Sorrentino, direttore dell’Archivio storico “Bartolo Longo”, l’ingegnere Filippo Avellino in rappresentanza dell’omonima famiglia di studiosi del territorio, una docente del Primo Circolo Didattico, Angelo Di Prisco per l’istituto Amedeo Maiuri e la dirigente scolastica del liceo Pascal, Filomena Zamboli.
A conclusione, l’intervento di Salvatore Palmieri, vicepresidente di Civitatis. A moderare i lavori è stata l’ingegnere Serena Veltri, anch’essa componente dell’associazione promotrice.
Il progetto, della durata complessiva di due anni, si è inserito in un orizzonte temporale significativo per la città, ponendosi come ponte tra due importanti ricorrenze: il centenario della morte di Bartolo Longo, previsto nel 2026, e il centenario della nascita del Comune autonomo di Pompei, nel 2028.
L’iniziativa ha mirato a riportare alla luce una parte di storia spesso trascurata, quella della città contemporanea, sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e il Novecento attraverso processi di crescita urbanistica, innovazioni sociali e sviluppo culturale.
Nel corso della presentazione è stato sottolineato come, accanto alla fama mondiale del Parco Archeologico e al richiamo religioso del Santuario, esista una Pompei meno raccontata ma altrettanto significativa: la città moderna, costruita attraverso infrastrutture, scuole, servizi e attività produttive che hanno rappresentato un modello di sviluppo nel Mezzogiorno.
Il progetto si è articolato in tre fasi principali. La prima, prevista nel 2026, ha riguardato un’attività di ricerca archivistica e documentale volta a ricostruire l’evoluzione urbanistica della città dalla nascita del Comune autonomo fino agli anni Sessanta. Parallelamente, è stata prevista la raccolta di testimonianze dirette attraverso interviste ai cittadini, con particolare attenzione alle generazioni più anziane, al fine di preservare memorie e racconti personali.
Questa attività si è intrecciata con la produzione di contenuti audiovisivi, tra cui podcast e vodcast, destinati a costituire un archivio digitale della memoria accessibile e fruibile anche dalle nuove generazioni.
Un elemento centrale del progetto è stato rappresentato dal coinvolgimento attivo degli studenti delle scuole del territorio, chiamati a partecipare alla realizzazione dei contenuti, in un’esperienza formativa che ha unito ricerca, competenze tecniche e partecipazione civica.
La seconda fase, programmata per il 2027, si è configurata come un momento di apertura alla cittadinanza, attraverso l’organizzazione di passeggiate urbane narrative e attività divulgative.
In queste occasioni saranno restituiti i risultati della ricerca, favorendo la partecipazione della comunità e il dialogo tra generazioni. Gli studenti hanno assunto un ruolo attivo anche in questa fase, diventando veri e propri narratori del territorio.
Il percorso si concluderà nel 2028 con una mostra multimediale interattiva dedicata alla storia sociale e urbana della città. L’esposizione sarà strutturata come un’esperienza immersiva, con contenuti audio e video, installazioni e supporti tecnologici, accompagnata da incontri pubblici e iniziative culturali.
Durante la conferenza, la presidente Testa ha evidenziato il valore collettivo dell’iniziativa, dichiarando: «Questo progetto non appartiene solo a chi lo ha ideato, ma a tutta la città. Appartiene a chi ha una storia da raccontare, a chi vuole ascoltarla, a chi si riconosce in un luogo che non è fatto solo di spazi, ma di vita».
Ha poi aggiunto: «Memoria, Voci e Volti è un punto di partenza: un modo per rimettere insieme i pezzi di una storia comune e restituirla, finalmente, a chi la vive ogni giorno».
L’iniziativa si è proposta quindi come un percorso condiviso capace di restituire alla comunità la propria identità, mettendo al centro le persone e le loro storie. Un lavoro che ha inteso integrare la dimensione istituzionale della ricerca con quella più intima e quotidiana della memoria diffusa, contribuendo a costruire un racconto completo della città.
Attraverso questo progetto, Pompei ha avviato un processo di riscoperta della propria storia recente, spesso rimasta in secondo piano rispetto alla dimensione archeologica e religiosa. Un percorso che ha puntato a rafforzare il senso di appartenenza e a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle radici della comunità, trasformando la memoria in uno strumento vivo e partecipato.
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