Borse di studio: Università, Mur e GdF insieme contro gli illeciti

ROMA. Diritto allo studio universitario, si rafforza la collaborazione tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e la Guardia di Finanza.

A poco più di due anni dalla firma del protocollo d’intesa, sottoscritto nel giugno 2024 dal ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e dal comandante generale della Guardia di finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro, le due istituzioni ampliano il loro impegno per tutelare le risorse pubbliche destinate agli studenti.

Dal 1° gennaio 2024 a oggi, i Reparti della Guardia di Finanza hanno effettuato oltre 2.100 interventi, sottoponendo a verifica più di 8 milioni di euro erogati sotto forma di borse di studio e altre prestazioni per il diritto allo studio universitario.

Le attività hanno portato ad accertare indebite percezioni per oltre 1,5 milioni di euro e a impedire l’erogazione di un ulteriore milione di euro richiesto illecitamente.

Complessivamente, dunque, tra somme indebitamente percepite e risorse bloccate prima dell’erogazione, sono emerse irregolarità per oltre 2,5 milioni di euro.

L’obiettivo della collaborazione è rafforzare la prevenzione e il contrasto all’utilizzo illecito delle risorse pubbliche, attraverso una maggiore condivisione di dati, informazioni e competenze.

Un’attività che, oltre a rispondere a esigenze di legalità e corretta gestione finanziaria, assume anche una rilevanza sul piano dell’equità sociale: garantire che borse, agevolazioni e servizi siano destinati esclusivamente a chi possiede i requisiti significa tutelare gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.

Tra le irregolarità più frequentemente riscontrate figurano le false attestazioni relative alla situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare, alla sua composizione e alla disponibilità, a titolo oneroso, di un alloggio.

Proprio sul fronte dell’housing universitario si concentrerà ora una parte importante della collaborazione tra MUR e Guardia di Finanza.

L’intesa sarà infatti estesa alla tutela delle risorse destinate agli alloggi per studenti, con particolare attenzione sia agli interventi direttamente gestiti dal Ministero sia al Fondo Student Housing gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Il sistema di controlli riguarderà la correttezza nella gestione dei nuovi studentati, l’operato dei soggetti gestori, l’effettiva erogazione dei servizi promessi e la corretta applicazione delle tariffe.

L’intervento si inserisce nella Missione 4, Componente 1, Riforma 1.7 del PNRR, dedicata agli alloggi universitari, che ha consentito la realizzazione complessiva di oltre 63.000 nuovi posti letto per studenti fuori sede, attraverso uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro.

La collaborazione non riguarda soltanto le amministrazioni centrali, ma si è progressivamente estesa anche sul territorio.

Sono già 52 i protocolli d’intesa sottoscritti tra i Comandi Regionali o Provinciali della Guardia di Finanza e gli organismi regionali per il diritto allo studio, oltre che con i singoli atenei responsabili dell’istruttoria e dell’erogazione dei benefici economici.

L’esperienza maturata nei controlli ha inoltre portato alla luce casi di frode strutturata. Tra le operazioni più significative figura “Fake Home”, avviata nel 2024 e conclusa nel 2025 dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Torino.

L’indagine ha riguardato 80 studenti stranieri e ha permesso di individuare numerosi contratti di locazione fittizi utilizzati per attestare il possesso dei requisiti necessari all’ottenimento delle borse di studio.

Al termine dell’attività investigativa, 23 studenti stranieri sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero ottenuto borse di studio per oltre 500 mila euro, finanziate anche con risorse del PNRR, beneficiando inoltre dell’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie.

Un’altra attività, conclusa nel febbraio 2025 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha riguardato numerose borse di studio relative all’anno accademico 2023/2024, erogate dall’Ente Regionale per il Diritto allo Studio delle Marche a studenti di nazionalità indiana.

In questo caso, gli accertamenti hanno riguardato oltre 200 documenti rilasciati dalle autorità indiane e utilizzati per ottenere i sussidi.

Gli investigatori hanno raccolto elementi utili a ipotizzare violazioni penali legate alla contraffazione della legalizzazione delle traduzioni dei certificati relativi a composizione, reddito e patrimonio dei nuclei familiari, oltre che di firme, timbri e altri elementi identificativi.

Il rafforzamento della collaborazione tra MUR e Guardia di finanza punta dunque a garantire che le ingenti risorse pubbliche destinate all’università e alla ricerca siano utilizzate con trasparenza, correttezza ed efficacia.

Dopo le borse di studio, l’attenzione si sposta ora anche sugli investimenti per gli alloggi universitari, con l’obiettivo di tutelare le risorse destinate agli studenti e assicurare che i nuovi posti letto e i relativi servizi siano effettivamente disponibili secondo le condizioni previste.

Maria Celeste Gubitosa

Maria Celeste Gubitosa

Giornalista, personal trainer, laureata in Scienze Nutraceutiche ed aspirante nutrizionista. "Nutro mentre, corpo ed ambizioni"

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