Istat, i giochi in Italia: oltre la metà della popolazione pratica attività ludiche, crescono i videogiochi

ROMA. Nel 2024 oltre metà della popolazione residente in Italia di 14 anni e più, pari al 52,9% (circa 27 milioni e 510 mila persone), ha dichiarato di aver praticato almeno un’attività ludica nell’arco degli ultimi dodici mesi.

La fotografia scattata dall’Istat attraverso l’indagine “I cittadini e il tempo libero” mostra come il passatempo del gioco sia largamente diffuso nel Paese, toccando le quote più elevate tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni, fascia nella quale sette individui su dieci risultano dediti ad attività ricreative.

L’abitudine al gioco si manifesta con regolarità: il 12,3% dei cittadini dai 14 anni in su gioca con cadenza settimanale, mentre il 15,7% lo fa una o più volte al mese e il 24,9% più raramente.

A dedicarsi con maggiore frequenza alle attività tradizionali su base settimanale sono specialmente gli over 65, con il 19,3%, e i giovani tra i 14 e i 24 anni, con il 13,5%.

Tra i passatempi più popolari figurano i giochi di carte, scelti dal 39,7% della popolazione, seguiti dai cruciverba e dai giochi d’enigmistica (31,5%) e dai giochi di società (24,5%).

Segue una percentuale minoritaria dedita a scacchi e dama (14,8%), biliardo e bowling (14,5%) ed escape room (6,5%).

L’analisi delle differenze di genere indica una partecipazione complessiva maschile leggermente superiore rispetto a quella femminile, attestandosi al 54,3% contro il 51,5%.

Gli uomini prediligono in maggior misura le carte, gli scacchi e il biliardo, mentre le donne mostrano una spiccata preferenza per i cruciverba (34,7% contro il 28,0% degli uomini).

A livello geografico, le abitudini ludiche registrano una maggiore penetrazione nelle regioni settentrionali (57,6%), rispetto al Centro (53,5%) e al Mezzogiorno (45,9%).

Inoltre, il titolo di studio risulta un fattore determinante: l’abitudine al gioco sale al 63,3% tra chi possiede almeno la laurea, a fronte del 40,1% di chi è in possesso della licenza media.

Un capitolo significativo del rapporto riguarda i giochi con vincita in denaro. Nel 2024, il 31,9% della popolazione di 14 anni e più (16 milioni e 609 mila persone) ha preso parte ad almeno un gioco con scommesse.

Il fenomeno coinvolge maggiormente la popolazione maschile (37,8%) rispetto a quella femminile (26,4%) e trova il suo picco nella fascia d’età tra i 35 e i 54 anni (36,7%).

Il 4,9% dei residenti gioca con cadenza settimanale, con un 7% tra gli uomini e un 2,9% tra le donne.

Tra le tipologie di scommessa più diffuse primeggiano i Gratta e Vinci (25,1%), seguiti dal Lotto e dalle lotterie tradizionali o istantanee (16,5%) e dal Superenalotto (13,8%).

Seguono con percentuali inferiori le scommesse sportive (4,7%), il bingo (2,9%) e le slot machine o videolottery (2,6%).

Nel corso degli ultimi 25 anni si è registrato un costante incremento nell’uso dei videogiochi. Nel 2024 il 29,7% della popolazione dai 3 anni in su ha dichiarato di aver utilizzato videogiochi nei dodici mesi precedenti, dato in crescita rispetto al 20,7% rilevato nel 1995.

La percentuale sfiora l’80% tra i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni (78,6%), mantenendosi elevata tra i 15 e i 17 anni (72,2%) e calando fino al 3,8% tra gli ultraottantenni e gli over 75.

Il divario di genere resta netto: il 36,4% dei maschi usa videogiochi contro il 23,4% delle femmine. Tra i ragazzi di 11-14 anni, il 44,7% dei maschi gioca tutti i giorni rispetto al 13,8% delle femmine.

In merito al gioco on-line, il 50,2% dei videogiocatori utilizza connessioni di rete tramite vari supporti tecnologici.

Lo strumento preferito risulta essere lo smartphone (64,4%), seguito dalle console (50,3%), dai computer (22,9%) e dai tablet (16,1%).

Tra i videogiocatori online di 11 anni e più, il 41% utilizza videogiochi che prevedono acquisti in-game per avanzare nei livelli o sbloccare strumenti.

Di questi, il 47,9% – pari a 1 milione e 464 mila persone – dichiara di aver effettivamente speso denaro reale durante le sessioni di gioco, delineando un comportamento che assume rilievo sotto il profilo dell’analisi sociale e dei consumi. Foto di Anton da Pixabay.

Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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