Elezioni a Pompei: strappi e possibili ricuciture in maggioranza

POMPEI. Dal tentativo di “strappo” alla possibile ricucitura: a Pompei si accende il confronto politico in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. A poco più di tre mesi dal voto, infatti, la maggioranza che ha sostenuto il compianto sindaco Carmine Lo Sapio si trova al centro di un duro botta e risposta interno, dopo l’annuncio di un percorso politico autonomo da parte di otto liste civiche e forze politiche che fino a oggi avevano rappresentato l’asse portante dell’amministrazione comunale.

La frattura si è consumata pubblicamente nelle ultime ore, quando le liste Rinascita Pompei, I Cristiano Democratici, Noi per Pompei, Pompei Cambia, Pompei Ricomincia, Programma Democratico, Viviamo Pompei e Amici Insieme per Pompei hanno diffuso una nota in cui dichiarano di voler proseguire con un progetto unitario ma autonomo, finalizzato all’individuazione di un candidato sindaco condiviso. A questa compagine si sarebbe aggiunta anche la lista Amici Insieme per Pompei.

La configurazione a nove ricalcherebbe in larga parte il tavolo politico che si era presentato pubblicamente il 6 gennaio scorso, in occasione di un incontro promosso nella serata dell’Epifania per avviare il confronto in vista della tornata elettorale primaverile.

Rispetto a quella prima fase, però – sempre secondo la nota diffusa un giorno fa – non figurerebbero più le liste riconducibili al presidente del Consiglio comunale Giuseppe La Marca, al consigliere Raffaele Marra, alla consigliera Pina Piedepalumbo, al consigliere Giuseppe Del Regno e al sindaco facente funzioni Andreina Esposito.

Proprio da questi ultimi è invece arrivata una replica netta e articolata, che smentisce l’ipotesi di una spaccatura definitiva della maggioranza e respinge al mittente le ricostruzioni diffuse dall’assessore Vincenzo Mazzetti, indicato come “mente” della prova di fuga in avanti.

In una nota sottoscritta dalla sindaca Esposito, dal presidente del Consiglio Giuseppe La Marca e dai consiglieri Giuseppe Del Regno, Pina Piedepalumbo e Raffaele Marra, si parla apertamente di «clima di confusione e disinformazione non accettabile nel contesto istituzionale della nostra città».

Il documento interviene in riferimento all’incontro del 6 gennaio 2026, ribadendo «in modo inequivocabile» che non vi è stata alcuna fuoriuscita né alcun nuovo ingresso nella nascente coalizione. Secondo i firmatari, il percorso politico «è tuttora caratterizzato da un confronto aperto, trasparente e responsabile», che coinvolge «i partecipanti originari e ulteriori interlocutori esterni, come avviene in ogni fase di costruzione politica seria e ponderata».

La presa di distanza dalle dichiarazioni di Mazzetti è particolarmente dura. Nella nota si sottolinea come l’assessore sarebbe «privo di qualsiasi legittimazione politica o amministrativa» a rappresentare le dinamiche interne della coalizione, e si evidenzia il rischio che le sue affermazioni possano «compromettere un percorso di dialogo che richiede equilibrio, responsabilità e rispetto dei ruoli istituzionali». Parole che aprono scenari delicati anche sul piano amministrativo.

Non è escluso, infatti, che la sindaca Esposito possa valutare provvedimenti nei confronti dell’assessore ancora in carica, fino a una possibile revoca delle deleghe. Nella stessa nota, infatti, si chiede formalmente al primo cittadino di esaminare «nell’immediato i provvedimenti più opportuni» per tutelare «la correttezza dell’azione amministrativa, il rispetto dei ruoli, la serenità del confronto politico e l’immagine dell’ente».

Un passaggio che evidenzia quanto la tensione interna sia ormai salita a un livello difficilmente ignorabile. I firmatari tengono inoltre a precisare che la maggioranza presente all’incontro del 6 gennaio non sarebbe concentrata esclusivamente sulle elezioni di maggio, ma impegnata nella gestione degli ultimi mesi di consiliatura.

«La responsabilità istituzionale non conosce sospensioni», si legge nel documento, che richiama la necessità di amministrare fino all’ultimo giorno con disciplina e senso delle istituzioni. Un messaggio che punta a rassicurare anche sull’equilibrio numerico in Consiglio comunale, dove l’attuale amministrazione dispone ancora dei numeri sufficienti per governare fino alla scadenza naturale.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’apertura di Mazzetti a due ex consiglieri che, secondo i sottoscrittori della replica, avrebbero contribuito a compromettere l’andamento della consiliatura passando dalla maggioranza alla minoranza con l’intento di provocare lo scioglimento del Consiglio comunale, peraltro senza riuscirvi. Figure che, secondo la nota, non sarebbero «interlocutori politici credibili».

Il quadro che emerge, dunque, è quello di una maggioranza che formalmente nega la rottura ma che, nei fatti, appare attraversata quantomeno da tensioni profonde. Le elezioni amministrative Pompei 2026 si avvicinano in un clima di crescente competizione interna, con equilibri in evoluzione e una partita che si giocherà non solo sulla continuità dell’esperienza amministrativa avviata con Carmine Lo Sapio, ma anche sulla capacità delle diverse componenti di ricomporre o ridefinire alleanze e leadership.

Nei prossimi giorni sarà decisivo comprendere se prevarrà la linea della ricucitura o se si consumerà una separazione definitiva all’interno dell’area che ha governato la città negli ultimi cinque anni. Nel frattempo, l’amministrazione è chiamata a garantire stabilità e continuità, mentre la campagna elettorale entra progressivamente nel vivo, trasformando ogni dichiarazione pubblica in un tassello di una competizione che si annuncia particolarmente serrata.

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Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di cronaca locale e promozione territoriale.

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