Per “Humans of Pompeii” si racconta la responsabile della Comunicazione Marella Brunetto

POMPEI. È di fondamentale importanza analizzare il ruolo che ha avuto l’informazione nella presa di coscienza internazionale (soprattutto europea) sull’importanza della ricerca scientifica archeologica pompeiana a fondamento della cultura identitaria occidentale e alla base della positiva ricaduta in termini di aumento esponenziale dei flussi turistici.

Il più recente capitolo della rubrica Humans of Pompeii del Parco archeologico di Pompei mette in vetrina il percorso del profilo professionale della dottoressa Marella Brunetto, responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione e dell’ufficio eventi del Parco, impegnata dal 2000 nell’Ufficio informazioni e poco dopo, come giornalista, nell’Ufficio stampa comunicazioni e eventi del Parco.

Diventa complicato e allo stesso tempo interessante analizzare il peso che ha avuto la comunicazione nel processo di cambiamento degli ultimi ventiquattro anni, perché nello stesso periodo é cambiata l’archeologia pompeiana nella sua filosofia e nelle tecniche della sua tutela, mentre è diventato più consapevole l’atteggiamento della politica nei suoi confronti e, soprattutto, sono mutati i linguaggi e le forme della comunicazione mediatica e di quella scientifica.

In questo work in progress della cultura archeologica pompeiana l’evoluzione professionale di Marella Brunetto ha assunto una valenza centrale. Probabilmente l’opportunità che le ha riservato la sorte di essere la persona giusta al momento giusto ha avuto una sua incidenza ma, possiamo assicurare, da assidui testimoni, che ha dimostrato sul campo di meritarsi con la professionalità e, soprattutto, con la passione tutto il bene che si dice di lei.

«Quando ho iniziato, la comunicazione era legata a poche notizie ed eventi. Col tempo, è cresciuta la necessità di raccontare le diverse sfaccettature di una realtà complessa come Pompei» racconta la Brunetto che ha giustamente sottolineato il valore strategico del lavoro di una squadra composta da colleghi dotati di competenze assortite nell’ufficio stampa, social, web, informazioni per i visitatori, grafica ed eventi.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti i numerosi amici di Pompei, che seguono con emozione nuove scoperte, analisi scientifiche e progetti per il futuro. La determinazione di Marella Brunetto emerge dai risultati mediatici raggiunti nella «grande sfida» di trasmettere agli altri «tutto ciò che ogni giorno avviene in questo straordinario luogo» in termini di impegno e di risultati (manutenzione ordinaria, restauri, scoperte, lavoro corale di «ciò che accade dietro le quinte» e, soprattutto, il racconto dei sacrifici di tanti operatori, protagonisti dei risultati apprezzati dalla società civile».

La dottoressa Marella Brunetto cita il punto cruciale, della storia recente della gestione degli Scavi di Pompei, nel crollo della Schola Armaturarum (2010) che assunse un valore emblematico nel suo racconto mediatico, dove la scelta di termini appropriati ed argomenti incisivi hanno scosso le corde della coscienza collettiva, riscattando la dignità della memoria.

Il lavoro svolto dagli operatori dell’informazione ha avuto in quel caso una valenza straordinaria, perché indusse la politica ad una svolta epocale, che comportò la seconda rinascita degli Scavi di Pompei liberandoli, in questo caso, da una coltre d’indifferenza e d’ignoranza generalizzata che la stava soffocando, assegnando mezzi insufficienti per la sua continua tutela e manutenzione.

«Con i primi interventi del Gpp la comunicazione ha avuto un ruolo fondamentale e gli Scavi sono stati percepiti via via in modo diverso» ha dichiarato la Brunetto, che ha spiegato che all’inizio non è stato facile dimostrare il cambiamento perché il Parco era sotto attacco e bisognava gestire una situazione complicata.

«Col passare degli anni i risultati sono diventati concreti e visibili, con nuove aperture e case restaurate – ha proseguito la funzionaria alla comunicazione e agli eventi nel Parco – Una volta ristabilita l’immagine positiva di Pompei, l’attenzione si è rivolta anche verso altri temi e valori che, oltre la tutela e salvaguardia del sito, oggi interessano anche il green, l’accessibilità, le famiglie, la tecnologia e soprattutto l’adeguata valorizzazione di tutti i siti dell’ampio Parco diffuso della “Grande Pompei”». Foto di Silvia Vacca.

Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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