PaErco Teatro Tour. Al via la riapertura, in forma sperimentale, dell’antico teatro di Ercolano

L’iniziativa coincide, non a caso, con i 280 anni dai primi scavi sistematici 1738-2018. La riscoperta di Ercolano iniziò proprio dal teatro nel 1710.

ERCOLANO. Sarà un’estate ricca di iniziative quella organizzata dal Parco Archeologico di Ercolano per i suoi visitatori. La direzione, in via sperimentale, ha programmato una serie di visite imperdibili a quello che è considerato a tutti gli effetti il primo ritrovamento delle città vesuviane: il teatro. Dopo circa 20 anni dalla sua chiusura, infatti, con una serie di aperture straordinarie che mirano alla conoscenza e alla conservazione di questo monumento, il teatro tornerà nuovamente fruibile in vista di un complesso lavoro di restauro.

Fu costruito in età augustea dal duo viro quinquennale L. Annius Mammianus Rufus su disegno dell’architetto P. Numisius e fu il primo monumento ad essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dalla disastrosa eruzione del 79 d.C. Nel 1710, un contadino di nome Ambrogio Nocerino detto “Enzechetta”, durante lo scavo di un pozzo nel suo orto, alle spalle della chiesetta S.Giacomo a Resina, scoprì alcuni marmi. Li comprò un artigiano marmista che passava lì per caso e che lavorava al servizio del principe d’Elboeuf, nobile francese comandante delle armate austriache a Napoli.

Questi, venuto a sapere dei ritrovamenti, fece scavare per nove mesi a partire dal pozzo di Enzechetta una serie di cunicoli. Le gallerie sotterranee interessarono l’intero fronte della scena che fu spogliato del suo ricchissimo rivestimento marmoreo e della maggior parte delle sculture, alcune delle quali ritrovate ancora in piedi nelle loro nicchie. Nel corso del Settecento e dell’Ottocento, colti viaggiatori da tutta Europa, giungevo sino a Napoli per poter ammirare il teatro tanto che diventò una tappa del Grand Tour.

L’esplorazione del monumento, ancora oggi possibile tramite le scale realizzate in età borbonica, scendono a più di 20 metri sotto il materiale eruttivo. Il percorso, organizzato dal Parco Archeologico di Ercolano, concepito come una vera e propria discesa nel cuore della città antica, permetterà ai visitatori, oltre a vedere i resti dell’antico edificio, anche di scorgere reperti, graffiti lasciati nei secoli dai curiosi che alla luce delle fiaccole attraversarono nel XVIII e XIX secolo le gallerie e i pozzi e piccole stalattiti formatesi dalle acque calcaree percolanti della falda che si sono create a partire dai 300 anni dalla scoperta.

Di particolare interesse, inoltre, in corrispondenza dei tribunalia, una sorta di palco riservato ai magistrati di rango elevato, due epigrafi dedicate a Marco Nonio Balbo e ad Appio Claudio Pulcro, importanti personaggi del I secolo a.C. e rispettivamente il primo tribuno della plebe a Roma nel 32 a.C. e governatore di Creta e Cirene, il secondo console di Roma nel 38 a.C. Ed infine, in uno dei più antichi cunicoli, quello del pozzo realizzato dal contadino Enzechetta, l’impronta della testa – ritratto del proconsole Marco Nonio Balbo, benefattore della città di Ercolano, che si staccò dal torso per la violenza dell’eruzione. L’impronta è rimasta impressa nello strato di ceneri, lapilli e fango che, solidificandosi, ha prodotto uno strato di tufo vulcanico. La testa, insieme al busto dell’importante personaggio, è oggi esposta al Museo Archeologico di Napoli, insieme a buona parte dei preziosi reperti rinvenuti durante gli scavi borbonici.

«Sono particolarmente orgoglioso – dichiara il direttore Francesco Sirano – della condivisione del programma culturale da parte di Scabec che assicura un supporto logistico e di comunicazione della consueta qualità. Sento inoltre il dovere di ricordare l’incredibile lavoro corale che il nuovo team del Parco ha compiuto in così poco tempo, con il consueto ed esperto sostegno dei colleghi dell’Herculaneum Conservation Project. A proposito del Teatro, vorrei sottolineare che questo nuovo inizio coincide, non a caso, con il 280° dai primi scavi sistematici 1738-2018. La riscoperta di Ercolano iniziò proprio dal teatro nel 1710».

«A distanza di quasi tre secoli – continua – la riapertura del teatro, per il momento sperimentale, si collega strettamente anche alla volontà di recuperare un’area della città moderna, quella di via Mare, un tempo centrale ma progressivamente marginalizzata dal periodo post seconda guerra mondiale in poi. In tale modo si spiegano la collaborazione e il supporto assicurati dall’amministrazione comunale di Ercolano non solo al programma delle manifestazioni estive, ma soprattutto alla conclusione del programma di recupero di Via Mare e Via Cortili iniziato nel 2014 insieme all’allora Soprintendenza Pompei e alla Fondazione Packard».

Il calendario prevede visite a partire dal 16 giugno 2018, al termine dei lavori di messa in sicurezza e con l’elaborazione storico archeologica dell’itinerario ad opera del Parco. Le altre date saranno: 17, 23, 24 e 30 giugno; 1 luglio e 6, 7, 13 e 14 ottobre. I biglietti possono essere acquistati on line su www.ticketone.it, con commissione, fino alle ore 12 del giorno della visita. L’iniziativa fa parte della programmazione Campania by Night. L’estate ercolanense continua poi con le serate Ercolano Experience, musica, teatro e luci per vestire il sito di emozioni. Per maggiori informazioni sulle condizioni della visita si consiglia di visitare il sito internet del Parco archeologico di Ercolano.


mm

Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell'Università di Messina. È anche redattrice e social media manager per la rivista di archeologia Mediterraneoantico.it e collaboratrice per la testata giornalistica Tempi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*