Piano Territoriale Metropolitano: Pompei chiede meno vincoli e più autonomia
POMPEI. Un richiamo fermo alla necessità di coniugare la tutela del patrimonio con la crescita concreta del territorio.
Durante il recente confronto con la Città Metropolitana di Napoli, l’amministrazione comunale ha espresso chiaramente la propria posizione sul nuovo Piano Territoriale Metropolitano, presentando una serie di osservazioni formulate per evitare che la sovrapposizione di vincoli burocratici blocchi lo sviluppo della città.
Al centro del documento presentato dall’ente locale c’è la richiesta formale di una modifica all’articolo 44 del Piano metropolitano.
L’obiettivo primario è salvaguardare l’iter del nuovo Piano Urbanistico Comunale, percorso su cui la città ha già profuso un notevole impegno in termini di progettazione e risorse.
Un lavoro di sintesi dettagliato, condotto dall’assessore Paola Marzullo, mira a impedire che le nuove norme sovracomunali paralizzino le attività avviate, garantendo certezze sia ai cittadini che agli operatori economici.
«Pompei chiede di essere messa nelle condizioni di governare il proprio sviluppo», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Tortora. «Non possiamo consentire che la sovrapposizione di strumenti urbanistici produca altri rallentamenti proprio quando la città ha bisogno di certezze».
Il primo cittadino ha sottolineato come la complessa convivenza con vincoli archeologici, paesaggistici, idrogeologici e vulcanici non debba tradursi nell’impossibilità di intervenire sulla realtà urbana.
Le osservazioni presentate sollevano dossier cruciali per la vivibilità del territorio: dalla sicurezza idraulica con la messa in sicurezza del fiume Sarno, al potenziamento dei collegamenti e della mobilità.
Tra le priorità figurano la rigenerazione delle periferie, la possibilità di recuperare gli immobili esistenti e l’istituzione formale del Distretto Turistico Metropolitano, strumento indispensabile per ottenere fondi stabili destinati alla gestione dei grandi flussi di visitatori.
L’impostazione dell’amministrazione punta a ribaltare la visione che riduce la città a puro patrimonio da conservare.
Pur riconoscendo la responsabilità di amministrare un polo culturale di valore mondiale, l’ente rivendica il diritto di rispondere alle esigenze di una comunità viva, fatta di famiglie, imprese e giovani che necessitano di servizi moderni.
«Non chiediamo di sottrarre Pompei alle regole», ha precisato Tortora. «Chiediamo regole capaci di riconoscere la sua specificità e di rendere concretamente possibile ciò che oggi serve alla città. Il futuro di Pompei non può essere il risultato di ciò che i vincoli ci lasciano fare. Deve essere il frutto di una visione, di scelte responsabili e della capacità di realizzarle».
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