A Pompei il pellegrinaggio dei detenuti campani

La Giornata è un momento dall’alto valore simbolico, per far comprendere a tutti che dall’errore ci si può riscattare 

POMPEI. In occasione della IV Giornata Regionale della Misericordia degli Istituti Penitenziari della Campania i detenuti si ritroveranno a Pompei, sabato 27 aprile 2019, per rivolgere le loro preghiere alla Vergine del Rosario. Ad ospitare l’incontro sarà nuovamente la Basilica mariana, già meta delle scorse edizioni dello speciale pellegrinaggio. La Giornata dedicata ai detenuti è un momento dallo straordinario valore simbolico, un’occasione di riflessione sulla propria vita, sui propri errori e sulla possibilità di redenzione, nello stesso luogo in cui il Beato Bartolo Longo aveva rimediato ai fallimenti commessi in una gioventù lontana dalla fede.

I detenuti, assieme alle loro famiglie, si ritroveranno, dunque, nel Santuario fondato proprio dal Beato che fece della sua vita una missione a favore dei bambini poveri, orfani, abbandonati o figli di carcerati, per i quali fondò istituti e orfanotrofi che offrissero loro amore e accoglienza, che la società dell’epoca negava loro. A guidare i pellegrini nella preghiera sarà Monsignor Pasquale Cascio, Arcivescovo della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia e Delegato della Conferenza Episcopale Campana per le Carceri.




Ad arricchire la giornata di preghiera saranno le testimonianze di alcuni detenuti. Il pellegrinaggio, organizzato dal Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria e dal Centro di Giustizia Minorile di Napoli, avrà inizio alle ore 10,00 nel Piazzale “San Giovanni XXIII” del Santuario. I detenuti si recheranno, poi, in processione in Basilica, dove saranno accolti dall’Arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, e dove parteciperanno alla santa Messa presieduta da Monsignor Cascio.

Saranno presenti anche i cappellani, sempre vicini ai detenuti nella preghiera quotidiana, le guardie carcerarie e i volontari. Il pellegrinaggio è anche uno strumento per far comprendere a tutti che dall’errore ci si può riscattare e che il reinserimento sociale è sempre possibile. «Il Signore – ha detto Papa Francesco durante la Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Panama nel gennaio scorso – non vede un’etichetta, né una condanna, ma vede dei figli».



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Redazione

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