A Pomigliano d’Arco un libro-calendario sulle tradizioni popolari

POMIGLIANO D’ARCO. Cinque secoli di canti, rituali, racconti e feste popolari raccolti in un libro che vuole consegnare alle nuove generazioni un patrimonio culturale destinato, altrimenti, a rischiare l’oblio.

È “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari”, il primo volume di Marco Melito, studioso e ricercatore del folklore locale che, insieme all’associazione culturale ‘A Sunagliera, da anni lavora alla tutela e alla diffusione del patrimonio culturale immateriale dei territori alle falde del Monte Somma.

Pubblicato da Wojtek Edizioni, il volume si presenta come un vero e proprio calendario delle tradizioni popolari pomiglianesi.

Dalle celebrazioni per Sant’Antuono ai rituali e ai canti contadini del periodo natalizio, dal Carnevale Popolare alla Quaresima, fino alle feste legate alla raccolta del grano, dei pomodori e dell’uva, ogni ricorrenza viene analizzata nelle sue origini e nei suoi significati, espliciti e più nascosti, con riferimenti che affondano le radici già nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma.

Tra i protagonisti di queste tradizioni ci sono figure che hanno contribuito a mantenerne viva la memoria, come Giovanni Sgammato, Marcello Colasurdo, Cicetto Guadagno e Tonino ‘o Stocco.

Le loro storie e le loro testimonianze, insieme a quelle di tanti altri interpreti della cultura popolare vesuviana, sono entrate nel lavoro di Melito, costruito attraverso oltre venticinque anni di ricerca e di esperienza diretta sul campo.

La genesi del libro è stata lunga e complessa. «Ho iniziato a scrivere qualche giorno prima che venisse a mancare Marcello Colasurdo, uno dei miei maestri di tradizioni popolari», racconta Melito.

La scomparsa dell’artista ha portato a una lunga pausa, prima della ripresa del lavoro e del tentativo di trovare sostegno per la pubblicazione.

Dopo alcune difficoltà, è stata Wojtek Edizioni a riconoscere il valore del progetto e a inserirlo nella propria collana dedicata a Pomigliano e agli autori locali.

Il volume raccoglie canzoni, testi del teatro popolare, strofe di tammurriata, racconti della cultura popolare e materiali tramandati oralmente per decenni e, in alcuni casi, per secoli.

Particolare attenzione è dedicata ai cosiddetti “cunti”, i racconti popolari, alcuni dei quali erano già stati raccolti e diffusi da Vittorio Imbriani.

Melito ha invece recuperato tre storie che rischiavano di scomparire dalla memoria collettiva: due erano state stampate in pochissime copie, mentre la terza è stata ricostruita mettendo a confronto racconti della tradizione scandinava, tedesca, pugliese e siciliana e grazie alla memoria di Tonino ‘o Stocco, cantore e costruttore artigiano di tammorre.

Il lavoro di ricerca, però, non si è basato soltanto sui documenti, ma soprattutto sull’ascolto diretto delle persone anziane custodi della memoria popolare.

Un rapporto costruito, spiega l’autore, con «umiltà, educazione e rispetto», entrando nelle storie personali e familiari senza alterarle, ma restituendole sulla pagina nella loro autenticità, anche quando il linguaggio o i contenuti possono apparire lontani dalla sensibilità contemporanea.

Ed è proprio alle nuove generazioni che il libro guarda con maggiore attenzione. “Un’eredità nelle mani dei più giovani” è infatti il sottotitolo del volume e rappresenta anche la sua principale dichiarazione d’intenti: affidare ai ragazzi la responsabilità di mantenere vive le tradizioni popolari, utilizzando anche le nuove conoscenze e gli strumenti contemporanei per proteggerle, raccontarle e diffonderle.

A impreziosire il lavoro c’è inoltre la prefazione di Giovanni Vacca, etnomusicologo e docente all’Università Roma Tre, che ricostruisce il contesto storico e culturale nel quale Pomigliano d’Arco ha sviluppato e riconosciuto il proprio profondo legame con le tradizioni raccontate nel volume.

Il libro sarà presentato ufficialmente al pubblico il 3 settembre, in occasione del Flip Festival, presso Palazzo Lancellotti di Durazzo a Casalnuovo.

“Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari” è inoltre disponibile presso Wojtek Libreria, in piazza Leone a Pomigliano d’Arco.

La storia personale dell’autore si intreccia profondamente con quella della ricerca. Nato a Nola nel maggio del 1991, Melito si avvicina al mondo delle tradizioni popolari a soli nove anni, proprio grazie all’incontro con Giovanni Sgammato.

Negli anni prosegue gli studi e la ricerca personale, anche attraverso i racconti del padre, fino al successivo ingresso nell’associazione culturale ‘A Sunagliera.

La partecipazione alle feste popolari e l’incontro con numerosi protagonisti della cultura tradizionale lo portano poi a entrare nella Paranza r’o Lione di Scafati e successivamente nella Paranza d’Ognundo di Somma Vesuviana.

Esperienze che gli consentono di approfondire ulteriormente una ricerca diventata oggi il punto di partenza del suo primo lavoro edito.

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Maria Celeste Gubitosa

Maria Celeste Gubitosa

Giornalista, personal trainer, laureata in Scienze Nutraceutiche ed aspirante nutrizionista. "Nutro mentre, corpo ed ambizioni"

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