La Pinacoteca mariana di Pompei apre con il convegno sul Mantegna “ritrovato”

POMPEI. L’evento di sabato 8 novembre 2025 si è svolto nella sala “Marianna De Fusco” del Santuario di Pompei per l’inaugurazione di una Pinacoteca mariana, allestita all’interno della Cattedrale con 12 quadri di scuola napoletana e, in evidenza, il capolavoro ritrovato del Mantegna “la Deposizione di Cristo”. L’iniziativa ha riscosso un ottimo riscontro perché la “Deposizione” comunica al visitatore con intensa efficacia realistica il dramma del sacrificio sulla croce di Gesù Cristo.

Il Vescovo della Chiesa di Pompei ha intuito felicemente l’iniziativa della pinacoteca per valorizzare al meglio l’opera dell’artista veneto nel corso del Giubileo per i 150 anni dall’arrivo in città dell’icona originale della Vergine del Rosario, donata da una chiesa di Napoli e destinata a costituire, per i devoti, il punto di riferimento di una devozione locale alla base di una sempre più estesa missione di fede e di preghiera nell’esercizio spirituale dei credenti diffuso sulla base dell’esortazione di San Bartolo Longo.

L’iniziativa è stata avviata, non a caso, immediatamente dopo il riconoscimento formale da parte degli esperti del Vaticano del quadro del Mantegna. Il progetto sinergico di valorizzazione dell’opera d’arte quattrocentesca ha una valenza emblematica spiegata con interventi nel convegno dagli stessi protagonisti dell’iniziativa: l’arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo, suor Raffaella Petrini presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei; Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani; Lorenza D’Alessandro, docente di restauro dell’Università della Tuscia; Michele Varone, responsabile dell’ufficio tecnico del Santuario; e lo storico dell’Arte Carmine Tavarone, moderati da Angelo Scelzo, direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

L’attribuzione all’autore del quadro, prima custodito in forma anonima nel Santuario di Pompei, il successivo affidamento al Vaticano per il suo restauro e la conseguente esposizione nei Musei Vaticani sono gli step che hanno preceduto la conferenza di sabato 8 novembre, quando è stata inaugurata l’esposizione sistematica della oramai famosa opera d’arte all’ammirazione di turisti e pellegrini in visita alla Madonna del Rosario, nell’ambito della pinacoteca mariana allestita nella Cattedrale di Pompei.

Tutto ciò è stato realizzato egregiamente grazie al talento, la professionalità e la passione di operatori culturali privati e funzionari pubblici che hanno conseguito sinergicamente un obiettivo socioculturale di alto profilo, che coniuga arte e religione e, allo stesso tempo, regala al Paese la prospettiva di nuovi flussi turistici grazie alla straordinaria qualità tecnica e concettuale dell’opera pittorica del Mantegna, che peraltro induce alla religiosità mariana.

Per intendere come potrebbe essere pervenuta la “Deposizione” a Pompei gli esperti hanno consultato la documentazione artistica dell’epoca, indagando sul percorso del Mantegna che non risulta mai pervenuto a Napoli. In ogni caso sarebbe stato riscontrato che nella Cattedrale partenopea di San Domenico Maggiore figurava un Cristo levato dalla Croce, indagato dai critici intorno agli inizi del 1500.

Sulla base di queste notizie il professore Stefano De Mieri ha scoperto l’esistenza del dipinto nel luglio del 2020, consultando il portale BeWeb con l’inventario dei beni mobili delle diocesi italiane, compreso il patrimonio artistico. Il restauro dell’opera d’arte è stato avviato successivamente grazie all’impegno della direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, che ha proposto all’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, di affidarla ai laboratori del Vaticano.

L’ipotesi finale sul percorso dell’opera del Mantegna dopo la sua collocazione in San Domenico Maggiore si ferma intorno al 1500. All’epoca il quadro sparì dalla circolazione. L’ipotesi più accreditata riguarda il suo probabile danneggiamento durante l’incendio della basilica e, pertanto, potrebbe essere stato sottoposto alle ridipinture rimosse dal restauro. Successivamente la “Deposizione” fu dimenticata e ritenuta di un autore ignoto. Fu, come tale, donata al Santuario di Pompei dove è rimasta fino alla recente clamorosa scoperta.

Mentre si restaurava l’opera del Mantegna Papa Francesco canonizzava il fondatore di Pompei e del Santuario mariano, Bartolo Longo. Una fortunata coincidenza che ha gratificato la Chiesa e la popolazione locale. Da parte sua, l’arcivescovo Tommaso Caputo ha ricordato che 150 anni fa il quadro originale della Madonna del Rosario, donato alla Chiesa di Pompei, era maltrattato e ritenuto di scarso valore artistico, allo stesso modo dell’icona anonima ridipinta del Mantegna.

Appare una felice coincidenza il ripetersi della medesima umiltà delle origini reputate l’avvento di una seconda icona significativa nella storia della Chiesa di Pompei durante il centocinquantesimo di anniversario dalla prima immagine dipinta a fondamento delle origini di una devozione alla Vergine del Rosario, destinata a richiamare ogni anno un gran numero di pellegrini da tutto il mondo.

Una seconda considerazione attiene alla corona del Rosario ben visibile sulla tela del Mantegna, avvolta nella mano destra della Maddalena che urla al cielo il suo strazio. Si tratta di una preziosa filza di grani di corallo e pendenti in cristallo di rocca. L’interpretazione di quel particolare del dipinto lascia intuire che quell’opera d’arte fosse destinata a Pompei ancor prima della sua scoperta per occupare lo spazio che merita nella pinacoteca del Santuario di Pompei dedicata alla Madonna del Rosario.

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Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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