Cibo e medicina, due settori “contigui” nella Pompei antica

Lo dimostra un raffinato attrezzo da cucina e da farmacia scavato a Pompei ed attualmente esposto nell’Antiquarium di Boscoreale





POMPEI. Un raffinato attrezzo da cucina e da farmacia scavato a Pompei, ed attualmente esposto nell’Antiquarium di Boscoreale, dimostra come questi due settori della vita sociale – cibo e medicina, appunto – fossero contigui più di oggi. Si tratta di un mortaio con pestello che veniva utilizzato per pestare e sminuzzare prodotti alimentari da usare come ingredienti in cucina o anche per ridurre in polvere e miscelare sostanze (come le erbe mediche) usate per la preparazione di prodotti medicinali. L’attrezzo era lo stesso per l’ambito culinario come per quello medicinale, così come lo erano gli elementi dell’agroalimentare. Il mortaio, recipiente in marmo a forma di coppa, presenta applicate all’orlo tre appendici che fungevano da prese mentre un quarto elemento, all’esterno del vaso, formava una specie di beccuccio, che serviva per versare l’elemento sminuzzato in un altro contenitore. Il pestello è costituito da un elemento a tronco di cono, arrotondato nella parte inferiore, al di sopra del quale è impostata la presa, perpendicolare all’attrezzo vero e proprio.

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Mario Cardone

Giornalista ed economista; ex bancario, ex socialista ed ex sindacalista Cgil, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; su Facebook gestisce il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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