San Bartolo Longo patrono di Pompei, Tortora: «Un mio avo portò il Quadro della Madonna»

POMPEI. San Bartolo Longo sarà celebrato come patrono della città di Pompei il 5 ottobre di ogni anno. L’annuncio è stato dato questa mattina dall’arcivescovo prelato di Pompei, Tommaso Caputo, nella cappella “San Bartolo Longo” del Santuario.

Nel corso della presentazione delle iniziative che accompagneranno Pompei verso il centenario della morte del suo Fondatore erano presenti il sindaco Giuseppe Tortora, il clero della Prelatura, religiosi e religiose, cittadini e pellegrini.

«È un riconoscimento storico per la nostra città – ha commentato il primo cittadino di Pompei Giuseppe Tortora – e lo accogliamo con profonda gratitudine. Ringrazio monsignor Tommaso Caputo e la Prelatura per aver promosso questo percorso e la Santa Sede per aver accolto una proposta che, come amministrazione comunale, abbiamo condiviso con convinzione. San Bartolo Longo è parte delle fondamenta stesse di Pompei: della sua storia religiosa, certamente, ma anche della sua storia civile e sociale».

«Bartolo Longo – ha continuato Tortora – contribuì a dare forma a una città mettendo al centro la fede, l’educazione, l’attenzione agli ultimi, la dignità delle persone e la pace».

«Questa eredità oggi ci riguarda direttamente. Essere la città di San Bartolo Longo non significa soltanto custodire una memoria straordinaria. Significa assumersi la responsabilità di rendere quei valori vivi nelle scelte e nella vita della nostra comunità».

Per la fascia tricolore questa storia custodisce anche un legame familiare particolarmente significativo: fu proprio un suo avo a trasportare da Napoli a Pompei il Quadro della Madonna del Rosario.

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«C’è poi una memoria personale che rende per me questa giornata ancora più intensa. Angelo Tortora, mio antenato, fu l’uomo al quale Bartolo Longo affidò il quadro della Vergine perché fosse trasportato da Napoli a Valle di Pompei il 13 novembre 1875. Quel quadro, arrivato su un semplice carro, sarebbe diventato il cuore della devozione mariana conosciuta oggi in tutto il mondo».

«Custodisco questo legame con discrezione e con grande rispetto. Non lo considero un motivo di appartenenza privata a questa storia, che è e resta patrimonio di tutti, ma una responsabilità in più nel servire Pompei e nel custodirne le radici».

Nel corso dell’incontro, l’arcivescovo Caputo ha inoltre illustrato il programma che accompagnerà la città verso il centenario.

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«Il centenario e il riconoscimento di San Bartolo Longo quale patrono – ha concluso il sindaco Tortora – ci consegnano un compito preciso: custodire ciò che Pompei è stata e costruire con la stessa responsabilità ciò che Pompei deve diventare».

«La nostra è una città unica, perché porta dentro di sé una storia spirituale, civile e umana che ha attraversato il mondo. Sta a noi esserne degni interpreti e consegnarla alle nuove generazioni».

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Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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