Pompei: insediati sindaco e consiglio comunale, si attende la formazione della giunta
POMPEI. Cambiano gli attori ma la recita è sempre la stessa. Si replica a soggetto, direbbe Edoardo Scarpetta se dovesse recitare la sceneggiata del varo dell’organismo amministrativo che parte dai soliti riti che si concludono in una serie di compromessi. Successivamente, se qualcuno di essi salta, si ritorna al punto di partenza.
Il fatto è che il leader e/o la congrega politica che costruisce una coalizione elettorale (quante volte lo abbiamo detto) dovrebbe avere la certezza dello spirto di collaborazione (insieme al senso di solidarietà) degli alleati, che fa montare sulla barca prima di prendere il mare aperto, perché i veri problemi per la tenuta del ceto politico dirigente nascono non prima, ma dopo i risultati elettorali.
Dopo l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, il primo cittadino dovrebbe autonomamente scegliere i propri collaboratori da delegare in attività amministrative di gestione del Comune di Pompei. Sarebbe bello se ogni amministratore comunale avesse specifiche competenze culturali nel settore chiamato a gestire.
In ogni caso, la competenza specifica è una dote necessaria per il dirigente, invece non è affatto indispensabile per l’amministratore comunale, che ha il compito esclusivo di orientare le scelte strategiche. Non è poca cosa, perché tale attività richiede spirito di appartenenza e capacità di mediazione.
Tutto questo per concludere che, in teoria, chiunque potrebbe diventare assessore (ed abbiamo avuto a Pompei casi eclatanti di spiantati arrivati da fuori paese per fare l’assessore).
Tornando alla cronaca politica pompeiana: a quanti ci hanno interpellato per sapere quando sarebbe diventata pubblica la nuova squadra amministrativa che affiancherà il sindaco Giuseppe Tortora abbiamo dovuto rispondere che si stava ancora mediando.
In realtà è partita una di quelle solite trattative che somiglia più al mercato delle vacche che ad una mediazione politica, perché ci si è reso conto solo adesso che qualche candidato è stato inserito nelle liste senza riflettere sulle conseguenze. Ora che stanno venendo al pettine i nodi della continuità senza intoppi è difficile trovare la soluzione.
Si vorrebbero premiare le prime due liste per consenso elettorale “Insieme per il futuro” e “Tortora Giuseppe sindaco”. La prima dovrebbe portare in esecutivo Michele Troianiello (che si dimetterebbe da consigliere comunale) con il ruolo di vice sindaco insieme ad una delega pesante. Nel secondo caso dovrebbe essere individuata una professionista esterna di alto profilo professionale.
Detta così sembra tutto facile. Nella realtà, nel primo caso si sta riflettendo sull’opportunità di far dimettere Troianiello dal consiglio, mentre sul secondo versante vale la riserva sull’inosservanza della regola non scritta (ma sovente rispettata) di conferire la delega di assessore al primo dei non eletti della lista elettorale che si è accaparrata la carica.
La questione, come s’intende, non è di poco conto. In ogni caso l’attuale impasse politico alla governabilità di Pompei regala argomenti sostanziosi agli “sconfitti”, allo scopo di ammonire l’elettorato. «Vedete? sono peggio di noi».
Argomento utile per alzare un polverone mediatico su tutta la vicenda divisiva, anche se è vero che nella politica si può polemizzare su tutti gli argomenti divisivi ma è sempre meglio evitare veti discriminatori, che frequentemente producono un effetto boomerang.
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