Pompei, Tortora ha vinto con la proposta elettorale di “sindaco di famiglia”
POMPEI. “Sindaco gentile”. La definizione elettorale azzeccata di Nando Uliano, già compagno di viaggio di Giuseppe Tortora in una precedente fortunata campagna elettorale, ha fatto breccia sui pompeiani perché mette in evidenza il garbo con cui il medico generalista (specializzato in medicina dello sport) ha avviato la sua campagna elettorale, ispirato a quell’umanità tipica della figura professionale del medico di famiglia, che resta un riferimento della tradizione locale.
Una ventata di buonismo, partita con l’impegno assoluto di riaprire casa di riposo “Carmine Borrelli” è tornata utile nella sfida elettorale avviata in un clima locale dove il ceto politico dirigente è rimasto orfano della guida del capo carismatico e per questo motivo si è divisa nella scelta del successore, perché erano almeno tre i pretendenti, più o meno legittimi, alla “successione”, in un quadro di continuità sotto tutela dei poteri forti.
Per non perdere pezzi è stato proposto al tavolo di contrattazione un professionista esterno autorevole (Alfano). Una scelta che ha salvato per il momento la faccia e l’unità politica ma, successivamente, è stata una delle cause della sconfitta elettorale perché alcuni ras di regime hanno tirato i remi in barca praticando il voto disgiunto.
Il risultato elettorale dell’8 giugno 2026 ha offerto la lettura di dati che evidenzia la ribellione dell’elettorato, considerato che l’establishment di Palazzo De Fusco era riuscito a mettere in campo una formidabile macchina del consenso, che è stata considerata arrogante dal corpo elettorale che ha preferito rilasciare all’opinione pubblica un segnale di grande autonomia, fuori dall’influenza delle solite clientele, non più determinanti e prossime all’isolamento.
Alcuni media nell’analisi del voto si sono soffermati sul segno della coalizione (destra o sinistra). In una città di quindicimila abitanti non è possibile valutare col metro dell’indimenticabile canzone di Giorgio Gaber. Bisognerebbe classificare le iniziative una per una per etichettarle di destra o di sinistra.
A Pompei non ci siamo mai fatti mancare niente. È finanche arrivata una dichiarazione militante di adesione alla linea politica di Roberto Vannacci (da parte di un consigliere comunale appartenente alla coalizione etichettata “di sinistra”). Un esempio di provvedimento di sinistra potrebbe prevedere la massima diffusione dell’assistenza sanitaria pubblica sul territorio contro i criteri scellerati di autonomia differenziata della legge che sta varando il governo Meloni.
In ogni caso il versante politico reale delle iniziative del nuovo governo locale pompeiano lo verificheremo tutti con i primi provvedimenti amministrativi nei prossimi giorni, sulla base di delibere ed atti concreti dell’esecutivo di Tortora, composto da assessori delegati nei diversi comparti dell’amministrazione comunale di Pompei.
Sarebbe comunque auspicabile un programma rivolto efficacemente alla tutela delle persone fragili, povere e indifese, alla serenità delle famiglie, alla difesa della cultura, al contrasto alla violenza, alla valorizzazione dei giovani. Infine e non per ultimo il progresso economico e civile della comunità locale in un quadro di ordine e vivibilità residenziale.
Tutto questo ha predicato nei suoi comizi Tortora e, francamente, anche Alfano ha pubblicizzato iniziative propositive, solo che il primo è risultato più credibile dall’opinione pubblica perché svincolato da rapporti di recente retaggio politico.
Alla fine Tortora ha dimostrato la sua grande capacità attrattiva nella fase del ballottaggio testa a testa, quando ha incrementato il consenso ottenuto al primo turno, dimostrando di avere una forza superiore al traino che gli ha assicurato la sua stessa coalizione.
Al contrario, Alfano è arretrato parallelamente all’incremento dell’astensionismo. Il forte consenso popolare ha regalato una marcia in più al nuovo sindaco di Pompei, lanciando un segnale inequivocabile nei confronti di possibili intenzionati in futuri dissensi divisivi, dal momento che il ridondante riscontro delle urne assegna al primo cittadino l’autorevolezza di dire la parola finale sulle scelte sensibili.
Nella coalizione capeggiata da Peppe Tortora va segnalata la notevole performance delle liste “Insieme per il futuro” con 1.535 voti e “Giuseppe Tortora sindaco” con 1.446 voti. Entrambe con 3 consiglieri comunali. Risultato che mette una serie ipoteca di assessorato strategico ad entrambe le formazioni.
Nel nuovo consiglio comunale rivedremo una vecchia conoscenza della politica, in veste meno autorevole dei precedenti mandati: l’ex sindaco Claudio D’Alessio, che potrà contribuire con la sua esperienza al futuro dibattito sul programma amministrativo.
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