Elezioni Pompei, esposto di D’Alessio: «Atti amministrativi per influenzare il voto»
POMPEI. Si accende il clima politico in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Claudio D’Alessio, candidato sindaco alle prossime comunali, ha annunciato di aver depositato nella mattinata dell’11 maggio un esposto-denuncia indirizzato al Prefetto di Napoli, al Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Secondo l’ex sindaco di Pompei, sarebbero in corso «atti amministrativi illegittimi per influenzare il voto», adottati dagli organi e dagli uffici comunali in una fase che, a suo dire, dovrebbe essere limitata alla sola ordinaria amministrazione.
«L’iniziativa – spiega D’Alessio – nasce dalla necessità di segnalare una serie di atti adottati dagli organi e dagli uffici del Comune di Pompei che esorbitano dai poteri di ordinaria amministrazione e violano i limiti imposti dalla normativa vigente durante il periodo elettorale».
Nel documento presentato alle autorità competenti, D’Alessio richiama il decreto prefettizio del 9 marzo 2026 con cui sono stati indetti i comizi elettorali. Da quella data, sostiene il candidato sindaco, l’attività dell’ente avrebbe dovuto limitarsi esclusivamente agli atti urgenti e improrogabili.
Al contrario, secondo quanto riportato nell’esposto, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco facente funzioni Andreina Esposito, subentrata dopo la scomparsa del sindaco Carmine Lo Sapio, avrebbe adottato provvedimenti «idonei a vincolare la futura amministrazione e ad alterare il clima pre-elettorale».
Tra gli atti contestati figurano la delibera sulla revisione della pianta organica delle farmacie del 15 aprile scorso, che secondo D’Alessio sarebbe elusiva di un giudicato del Consiglio di Stato, e la delibera relativa alla gestione della sosta e della Ztl, con l’avvio di procedure di gara considerate strategiche e non urgenti.
Nel mirino anche la gara per il servizio di igiene urbana deliberata il 29 aprile, a ridosso delle elezioni, oltre all’impegno di spesa di circa 110mila euro per la manifestazione “Pompei Padel Legends”, evento della durata di tre giorni che, secondo il candidato sindaco, sarebbe stato approvato con «sospetta celerità».
L’esposto cita inoltre la determina del 23 aprile relativa all’assunzione a tempo determinato di dieci istruttori di vigilanza per cinque mesi, motivata da esigenze legate ai flussi turistici, e un affidamento definito «singolare» per un servizio sperimentale annuale destinato all’allontanamento dei piccioni dal cimitero comunale.
«È inaccettabile – sottolinea Claudio D’Alessio – che un’amministrazione in scadenza, che dovrebbe limitarsi all’ordinaria gestione, approvi atti con profili erariali così rilevanti e vincoli contrattuali a lungo termine. Si tratta di un’attività frenetica che non appare giustificata da motivi di urgenza».
«Mi auguro – conclude il candidato sindaco – che non sia spinta da motivazioni clientelari a pochi giorni dalle elezioni. Abbiamo chiesto alle autorità competenti di effettuare i necessari accertamenti per ripristinare la legalità e proteggere l’integrità del voto dei cittadini pompeiani».
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