Giovanni Taranto vince il Premio Elsa Morante con il romanzo “La Chianca”

TORRE ANNUNZIATA. C’è un filo rosso, anzi, “nero vulcanico”, che lega le pendici del Vesuvio ai grandi circuiti della letteratura internazionale. Giovanni Taranto, firma storica del giornalismo investigativo e per anni autorevole direttore di Metropolis TV, ha conquistato il prestigioso Premio Elsa Morante Nisida 2026 con il suo ultimo romanzo, “La Chianca” (Avagliano Editore).

Il riconoscimento, nato dalla sinergia con gli operatori del carcere minorile, premia un’opera capace di squarciare il velo di silenzio e indifferenza che troppo spesso circonda il dramma della tratta delle donne. Ma per Taranto — nato a Vico Equense nel 1965 e residente a Torre Annunziata — questo premio è solo l’ultimo tassello di un mosaico di successi che ha trasformato il nostro territorio in un vero e proprio caso letterario globale.

Il successo di Taranto è indissolubilmente legato al Capitano Giulio Mariani, protagonista di una saga che ha ridefinito il genere crime. Un legame particolarmente sentito nella città mariana è quello sancito dal romanzo “Mala fede” (2023). L’opera, che ha già vinto il Premio Meridies e il Premio Nazionale “Aghinolfi”, scava nelle pieghe del sacro e del profano proprio a Pompei, intrecciando le indagini di Mariani con la complessa e carismatica figura del Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario.

La caratura di questo progetto letterario ha travalicato i confini locali, arrivando fino alle prestigiose biblioteche della Harvard University e della Princeton University, dove i titoli della serie sono stati ufficialmente catalogati. Un plauso istituzionale è giunto persino dal Senato e dall’ONU di New York, dove il Generale Alfonso Manzo ha definito Mariani un “eroe letterario e simbolo dell’Arma”.

Il percorso del “noir vesuviano” è costellato di traguardi eccezionali: la fiamma spezzata (2021), esordio fulminante e opera di punta al Salone del Libro di Torino, requiem sull’ottava nota (2022), primo posto al Premio Mysstery e testo adottato dall’Istituto Penale Minorile di Nisida, la Chianca (2026), già premiato al PordeNoir come miglior serie noir dell’anno, riconoscimenti alla carriera: Nel 2025, la saga ha ricevuto a Massa il premio come “miglior serie italiana di romanzi crime”, mentre al Vesuvius Film Festival è stata celebrata come l’opera più sceneggiabile per il grande schermo.

L’ottavo Dan di Taekwondo e Hapkido, mette la stessa precisione delle arti marziali nella sua scrittura, definita dal sociologo Derrick de Kerckhove uno “strumento tecnologico del linguaggio” essenziale per sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della legalità.

La celebrazione ufficiale si terrà il prossimo 12 maggio in un Teatro Diana già sold out. Giovanni Taranto riceverà il premio da una giuria d’eccezione presieduta da Dacia Maraini e composta, tra l’altro, da nomi del calibro di Lino Guanciale, Fiorenza Sarzanini, Antonio Parlati, Enzo Colimoro e Alfredo Rapetti (Mogol).

L’autore vesuviano, sarà premiato insieme ad altri grandi nomi della cultura italiana: Matteo Bussola (Ragazzi Narrativa), Luigi Garlando (Biografia), Roberto Saviano (Impegno civile), Amalia Ercoli Finzi (Divulgazione Scientifica), Rula Jebreal (Comunicazione), Ermal Meta (Musica) e Titti Marrone (Narrativa).

L’evento, condotto da Tiuna Notarbartolo e Alessandro Incerto, vedrà la partecipazione di mille ragazzi e sarà trasmesso in diretta social, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dell’anno per la Campania e per l’intera area vesuviana, che oggi celebra con orgoglio il suo “cronista del noir”. Fonte foto: Giovanni Taranto.

Maria Celeste Gubitosa

Maria Celeste Gubitosa

Giornalista, personal trainer, laureata in Scienze Nutraceutiche ed aspirante nutrizionista. "Nutro mentre, corpo ed ambizioni"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *