La valorizzazione del Made in Italy negli Scavi di Pompei
POMPEI. Una serie di iniziative sono state avviate dal Parco Archeologico di Pompei nel quadro della strategia del Governo nazionale di promozione dell’immagine del Made in Italy con lo scopo di diffondere uno stile di vita ritenuto sano e longevo, parzialmente musealizzato in un ambito di archeologia romana ai piedi del Vesuvio.
Nei giorni 15, 16 e 17 aprile 2026 sono stati organizzati nel Parco una serie di conferenze culturali ed iniziative di marketing agricolo. Si è parlato anche della cura del paesaggio e della vegetazione nei parchi come elemento di supporto che negli scavi archeologici dialoga con la natura.
L’archeologia è fondamentale nella cura dell’animo dell’essere dedito alla contemplazione di paesaggi storici e/o archeologici. Tre giornate di conversazioni hanno regalato ai partecipanti notizie sui progressi conseguiti nella tecnica agricola che riguarda l’allevamento della vegetazione e la tutela dei parchi e dei campi agricoli.
I convegnisti sono stati coinvolti in sessioni di scambi esperienziali di alto profilo, organizzati per promuovere la sostenibilità e presidiare il patrimonio vegetale dagli imprevisti dei cambiamenti climatici.
È stato commentato il check up delle reti di produzione alimentare con prodotti in Fiera accompagnati dalla narrazione dello stato dell’arte da parte di centri pubblici e privati che tutelano il verde e/o la produzione agricola di Paesi bagnati dallo stesso mare, emblematico di un retaggio antico di scambi commerciali, turistici e culturali. Ci riferiamo alle relazioni nel Mediterraneo alla base dello sviluppo globale che ci ha nutriti in termini di conoscenze e di prodotti.
Il paesaggio archeologico che si ammira lungo viale delle Ginestre, che collega piazza Esedra a Porta Stabiana, è formato dalle mura sannitiche di Pompei, sulle quali poggiano labirinti di domus che formano l’Insula Meridionalis, affacciata a mare. Emozionarsi lungo quel percorso nell’ascolto delle vibrazioni del genius loci è una sensazione impagabile per chi ama il territorio vesuviano.
Durante i tre giorni della Fiera dell’Agricoltura la nostra attenzione è stata rivolta alle novità proposte sui suoi banchi espositivi che regalano inedite esperienze sensitive, insieme a proposte di percorsi eroici dentro e fuori l’area del Parco, sperimentazioni innovative ed incontri casuali frequentemente proficui di propositivi scambi sociali.
Si è parlato dei modi di abitare, quelli di nutrirsi, insieme alla moda del vestire e di abitare, oltre alle forme di svago e animazione del tempo libero, oltre alle tendenze artistiche e della produzione artigianale corrono lungo il filo rosso dall’Italian Lifestyle.
Lo stesso spirito d’iniziativa, originato da sentimenti di giustizia e di economia solidale, dovrebbe costantemente caratterizzare i ceti dirigenti delle comunità locali, che, purtroppo, frequentemente non dimostrano una reale sensibilità ai problemi e preparazione politica a riguardo.
Le tecniche primarie di produzione del cibo e delle bevande sono rimaste, nel corso dei secoli più o meno le medesime dei tempi antichi. Bisogna curare l’adeguamento dei consumi ai cicli stagionali e il rispetto della biodiversità. L’iniziativa, che riflette il senso di giustizia sociale, democraticamente condiviso, parte dall’impegno civile di assicurare il benessere alla comunità secondo i parametri dei meriti e dei bisogni.
Il programma delle distinte manifestazioni previste dalla Fiera Agricola e Verde Pubblico ha previsto un convegno il 15 aprile presso l’Auditorium del Parco con partecipazioni istituzionali, di esperti della filiera alimentare, scienziati, imprenditori e dirigenti di aziende pubbliche.
Le conoscenze ancestrali riguardanti l’origine delle pratiche contadine sono state approfondite e aggiornate alla luce delle esperienze più recenti, delle probabili necessità future e dei risultati delle ricerche scientifiche che le riguardano.
La tematica del verde nella gestione del patrimonio naturale è stata trattata negli incontri del 16 e 17 aprile quando il Parco Archeologico di Pompei ha gestito presso l’Auditorium il Convegno internazionale “G.R.E.E.N.” – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, – con particolare riferimento ai paesaggi archeologici in cui la tutela ambientale e paesaggistica si trasforma in risorsa a favore della valorizzazione e della promozione culturale
I giardini storici e archeologici fanno parte a pieno titolo del patrimonio culturale e paesaggistico di un Paese. Essi non sono solo cornici ornamentali ma presenze viventi che partecipano al racconto costante del rapporto dell’uomo con la natura del suo territorio abitativo.
Nello specifico i giardini dei siti archeologici contribuiscono alla comprensione del significato dei reperti e spiegano il contributo della presenza al cambiamento. Il verde, prima percepito come elemento di rischio per la conservazione, oggigiorno viene ritenuto utile alla sua spiegazione e alla sua valorizzazione.
Gestire gli spazi verdi di produzione alimentare significa fare agricoltura sperimentale e al tempo stesso ricerca scientifica in vari ambiti disciplinari. Per questo motivo i giardini storici assumono una funzione di supporto autonomo e collaterale alle presenze museali nel dialogo culturale col visitatore.
L’integrazione tra patrimonio naturale ed archeologico rappresenta un’innovazione culturale che mette insieme l’archeologia, architettura del paesaggio, la botanica, restauro, conservazione e (nel caso di Pompei) vulcanologia.
La ricostruzione dei paesaggi storici comporta la catalogazione delle specie vegetali dell’epoca e le conoscenze tecniche sulla funzionalità dei sistemi idraulici antichi che rappresentano, peraltro, testimonianze interessanti dei traguardi d’eccellenza raggiunti dalla genialità dell’epoca.
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