A Nola la prima “cerimonia Kaitai” del Sud Italia
NOLA. Luci soffuse, atmosfera zen e un silenzio carico di attesa: è così che prende vita, da Roji a Nola, un evento destinato a segnare un momento storico per la gastronomia del Sud Italia. Per la prima volta, la cerimonia giapponese del Kaitai — l’antica arte del taglio del tonno — viene celebrata in forma autentica, trasformando una cena in un vero e proprio rito culturale.
“Benvenuti e Irasshaimase”, Giovanni Napolitano apre la serata dell’8 aprile 2026, accogliendo e accompagnando gli ospiti in un viaggio che affonda le radici nell’epoca Edo, dove tecnica, rispetto e spiritualità si fondono in un unico gesto. Non è solo spettacolo, ma un’esperienza immersiva che racconta il valore del cibo, della tradizione e della materia prima.
Al centro della scena, il tonno rosso del Mediterraneo firmato Balfegó, azienda leader nella pesca etica e sostenibile. Un modello innovativo che parte dalla cattura durante la migrazione per poi proseguire in allevamenti in mare aperto a oltre 80 metri di profondità, dove i tonni vengono nutriti in modo controllato per garantire qualità, sicurezza e una perfetta marezzatura.
Elemento distintivo è anche la totale tracciabilità: ogni taglio servito può essere “raccontato” attraverso un QR code, offrendo al cliente informazioni dettagliate su origine, qualità e caratteristiche del pesce.
Fondamentale per l’eccellenza del prodotto è la tecnica giapponese Ike Jime, un metodo che agisce sul sistema nervoso del pesce, garantendo una morte immediata e senza stress. Il risultato è una carne più dolce, priva di acidità e capace di sviluppare al massimo il sapore umami grazie alla conservazione dell’ATP.
Quando il maestro entra in scena con i coltelli, il tempo sembra fermarsi. La cerimonia si sviluppa in tre momenti simbolici: Kashira Otoshi, il distacco della testa, gesto solenne che apre il rito; Kama Oroshi, il taglio del collare, una delle parti più pregiate e marmorizzate e Sanmai Oroshi, la divisione in tre parti, una danza precisa lungo la spina dorsale. Non è semplice lavorazione: è rispetto per il “re del mare”, trasformato davanti agli ospiti in autentici gioielli gastronomici.
Dopo la cerimonia, l’esperienza continua con un percorso degustazione che attraversa tutte le sfumature del tonno: Nakauchi, tartare prelevata direttamente dalla lisca, pura essenza marina; piatti creativi come shiso in tempura con tartare e caviale, carpacci e chutoro affumicato; un raffinato percorso kaiseki, tra sashimi selezionati, nigiri e temaki reinterpretati e piatti signature come ossobuco di Wagyu con tartare di tonno e costata cotta in robata.
Un’esperienza davvero unica, non solo per il palato, arricchita da professionisti delle arti marziali giapponesi e dal rituale dei tipici tamburi che hanno fatto da cornice e sottofondo nel corso di tutte le fasi dell’evento. Il tutto accompagnato da un pairing di alto livello, dai sake premium come Heaven’s Sake fino al whisky giapponese Fuji Santoku.
A chiudere la serata, un gesto carico di significato: il dono del Daruma, simbolo zen di determinazione. Una tradizione che invita ogni ospite a fissare un obiettivo, colorando un occhio della bambola, per poi completarlo solo al raggiungimento del traguardo.
La prima cerimonia Kaitai del Sud Italia non è stata solo un evento gastronomico, ma un ponte culturale tra Giappone e Mediterraneo. Roji Japan Fusion Restaurant si conferma così non solo ristorante, ma luogo di esperienza e ricerca, capace di portare a Napoli una nuova visione della cucina.
Una cucina più consapevole, rituale e profondamente emozionale grazie alla lungimiranza e perseveranza di Giovanni Napolitano insieme a Erasmo De Risi, Gina Audia e Luigi Policastro. Un debutto che potrebbe aprire la strada a una nuova stagione della ristorazione d’eccellenza nel Mezzogiorno.

















