Al Teatro Grande torna la rassegna Pompeii Theatrum Mundi
NAPOLI. Presentato il programma della nona edizione di “Pompeii Theatrum Mundi”, la rassegna estiva promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei.
Ad aprire la manifestazione, giovedì 18 giugno 2026 alle 21, con repliche venerdì 19 e sabato 20, sempre alle ore 21, sarà la prima nazionale dello spettacolo “Le Baccanti” di Euripide a firma del regista greco Theodoros Terzopoulos, una produzione Emilia Romagna Teatro Ert/Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Attis Theatre Company.
Il secondo spettacolo, in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno 2026 alle ore 21, segna il ritorno a Napoli dei coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten, che con Roberto Zappalà, firmano “L.a.v.a.”, una creazione in anteprima nazionale, qui in versione site-specific unica, su produzione di Ick Dans Amsterdam e Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza, in co-produzione con il Teatro Stabile di Catania e in collaborazione con Meervaart Theater Amsterdam, Julidans Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
Il terzo spettacolo del programma rinnova la storica collaborazione tra la rassegna e l’Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, che lo produce insieme al Teatro Stabile del Veneto. Si tratta di “Alcesti” di Euripide, in scena venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio 2026 con inizio alle ore 20.
Lo spettacolo conclusivo di Pompeii Theatrum Mundi 2026 sarà “I Persiani” di Eschilo, in scena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio con inizio alle ore 20, con la regia di Àlex Ollé, una delle voci del celebre gruppo catalano La Fura dels Baus.
Il cartellone della rassegna, che si svolgerà dal 18 giugno al 12 luglio 2026 al Teatro Grande di Pompei, è stato illustrato, in una conferenza stampa lo scorso 1° aprile, dal direttore artistico Roberto Andò, dal direttore generale del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel e dal direttore generale Mimmo Basso, preceduti dagli interventi del presidente del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale Luciano Cannito e dai saluti del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore alla Cultura della Regione Campania Ninni Cutaia.
«Pompeii Theatrum Mundi non è soltanto un festival.È un incontro. È la gioia di riportare il teatro dove il teatro è nato» ha detto Luciano Cannito, presidente Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, presentando la nona edizione della rassegna in programma al Teatro Grande dal 18 giugno al 12 luglio 2026. «In questo luogo straordinario, dentro il sito archeologico più famoso del mondo – ha aggiunto Cannito – il teatro non è un’ambientazione: è una vocazione che si riaccende. Aver costruito una stagione regolare a Pompei sotto la guida dello Stabile di Napoli è un fatto storico».
«Il Festival Pompeii Theatrum Mundi è – secondo Roberto Andò, direttore artistico Teatro di Napoli-Teatro Nazionale – una preziosa occasione di confronto tra i classici della cultura greca e i grandi temi della contemporaneità».
«La novità di quest’anno – ha precisato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei – è che diamo la possibilità al pubblico degli spettacoli di essere anche esploratori di una parte dell’area archeologica di Pompei: in occasione delle serate di teatro apriamo il cosiddetto Foro Triangolare, in prossimità del Teatro Grande, dove si svolge Theatrum Mundi e dove era ubicato uno dei più antichi santuari della città antica, ovvero quello di Atena».
«Anche quest’anno – ha sottolineato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – ci sarà questa stagione del Mercadante a Pompei, che significa portare il teatro classico in uno dei luoghi più rappresentativi della nostra regione e con opere veramente molto importanti, con grandi attori, grandi registi. Questo è anche un modo per far rivivere quelle che sono le radici classiche della nostra città e per fare cultura e teatro di alto livello».
«La coesione istituzionale – secondo l’assessore regionale alla Cultura, Ninni Cutaia – è davvero importantissima, soprattutto in momenti come questi e soprattutto per affermare che il Teatro Mercadante rappresenta una realtà straordinaria. Non sono molte le strutture che possono essere così rappresentative a livello nazionale e internazionale».
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