Pompei, le reliquie di San Bartolo Longo tornano nella cappella dedicata
POMPEI. Le spoglie mortali di San Bartolo Longo sono tornate nella cappella a lui dedicata nel Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, al termine dei lavori di rifacimento che hanno interessato lo spazio di preghiera legato alla memoria del fondatore.
La solenne celebrazione si è svolta nel pomeriggio di venerdì 27 marzo 2026, alla presenza di numerosi fedeli e pellegrini che hanno accompagnato con partecipazione uno dei momenti più significativi della vita religiosa della città mariana.
La traslazione delle reliquie è partita dall’altare di San Giuseppe, all’interno della Basilica, per raggiungere la Cappella Bartolo Longo. A presiedere il rito è stato l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, che al termine della processione ha celebrato la Santa Messa e ha benedetto la nuova mensa dell’altare della cappella.
Sono stati i sacerdoti del clero pompeiano a portare in processione le spoglie del Santo, seguiti da una folla raccolta e partecipe che ha accompagnato il corteo lungo il breve ma intenso percorso all’interno del Santuario.
Insieme ai sacerdoti e ai diaconi erano presenti religiosi e religiose, in modo particolare le Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei e i Fratelli delle Scuole Cristiane.
Non sono mancati i rappresentanti dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, cavalieri e dame dell’ordine al quale lo stesso Bartolo Longo appartenne. Accanto a loro hanno partecipato le comunità parrocchiali della città, numerosi laici appartenenti ad associazioni e movimenti ecclesiali e tanti pellegrini giunti per l’occasione.
A fare da corona alle reliquie del fondatore del Santuario vi erano anche i bambini e gli adolescenti accolti nelle opere di carità nate dalla sua intuizione spirituale e sociale, presenza simbolica e concreta di quella attenzione ai più piccoli e ai più fragili che ha caratterizzato tutta la sua opera.
Durante l’omelia l’arcivescovo Caputo ha sottolineato il valore simbolico e spirituale del ritorno delle reliquie accanto all’altare della cappella. «Perché San Bartolo riposerà qui, accanto all’altare dove si celebra l’Eucaristia, l’altare, segno di Cristo, che stiamo per benedire?».
«Perché ogni giorno – ha detto il prelato – San Bartolo continuerà a insegnarci che la Santa Messa non è solo una sosta di preghiera, ma il luogo in cui la Parola di Dio e il Pane di vita eterna risplendono in tutta la loro luminosità. Perché San Bartolo ci spronerà a vivere ogni giorno con fede rinnovata questo appuntamento divino della Santa Eucaristia, fonte e culmine della vita della Chiesa».
Il momento assume un significato particolare perché avviene a pochi mesi dalla canonizzazione di Bartolo Longo, proclamato santo il 19 ottobre 2025 in Piazza San Pietro da Papa Leone XIV. Con quella proclamazione la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità di un laico che seppe coniugare preghiera, cultura e impegno sociale, trasformando la Valle di Pompei in un centro di fede e solidarietà.
Nato a Latiano nel 1841, Bartolo Longo giunse nella Valle di Pompei nel 1872. Qui promosse la diffusione del culto della Madonna del Rosario e diede vita a una vasta opera religiosa e sociale. Accanto al Santuario, consacrato nel 1891, fondò istituzioni educative e assistenziali dedicate in particolare agli orfani e ai figli dei carcerati, lasciando un segno profondo nella storia della città.
Il cammino verso gli altari fu lungo. La causa di beatificazione, avviata nel 1934, portò al riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Papa Paolo VI nel 1975 e quindi alla beatificazione celebrata il 26 ottobre 1980 da Papa Giovanni Paolo II. Negli anni successivi la devozione verso la sua figura si è diffusa in tutto il mondo, sostenuta dalle opere spirituali e caritative nate attorno al Santuario pompeiano.
Il ritorno delle reliquie nella cappella dedicata al Santo rappresenta dunque non soltanto la conclusione di un intervento architettonico, ma anche un segno di continuità nella memoria e nella devozione verso colui che ha segnato in modo indelebile la storia religiosa e sociale di Pompei.
In quel luogo, accanto all’altare appena benedetto, la figura di San Bartolo Longo continuerà a essere riferimento spirituale per i fedeli e per le generazioni che attraversano ogni anno la città mariana.
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