Pompei, altri 7 chioschi e un gazebo sequestrati: prosegue l’inchiesta della Procura
POMPEI. Altri sette chioschi e un gazebo sono stati posti sotto sequestro nelle ultime settimane a Pompei, nell’ambito del filone d’inchiesta della Procura della Repubblica sull’occupazione del suolo pubblico. L’indagine, avviata tra il 2021 e il 2022, era culminata il 7 ottobre 2024 con il sequestro simultaneo di circa 46 strutture tra chioschi e gazebo riconducibili ad attività di vendita ambulante.
Nei giorni scorsi il provvedimento ha riguardato 2 chioschi e 1 gazebo realizzati lungo via Villa dei Misteri. Con verbale di notifica del 4 marzo è stato disposto il sequestro delle tre strutture, coinvolte in un procedimento amministrativo e giudiziario che ora impone al Comune l’adozione di misure per il ripristino dello stato dei luoghi. Secondo quanto riportato negli atti, le opere avrebbero determinato un’occupazione permanente di suolo pubblico in assenza di un titolo concessorio valido
Nelle settimane precedenti altri 5 chioschi (tutti da tempo non più in attività) erano stati sottoposti a sequestro per analoghe criticità legate all’assenza di autorizzazioni. Si tratta di un chiosco in via Lepanto (un’ex edicola), due in piazza Bartolo Longo, uno in piazza Falcone e Borsellino e un altro in piazza Vittorio Veneto.
Dopo il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria, il Comune ha emesso le relative ordinanze che impongono la demolizione delle strutture e il ripristino dello stato dei luoghi.
Tutte e 7 le strutture sono state sequestrate dai Carabinieri su disposizione della Procura della Repubblica. Il nuovo intervento si inserisce in un’inchiesta più ampia che negli ultimi anni ha portato alla verifica delle concessioni relative alle attività commerciali su suolo pubblico in diverse aree della città.
Il precedente più significativo resta quello del 7 ottobre 2024, quando in un giorno furono sequestrate 46 strutture tra chioschi e gazebi per presunte irregolarità nelle concessioni amministrative e nelle autorizzazioni urbanistiche. Due mesi più tardi, all’inizio di dicembre 2024, quelle strutture furono demolite.
L’inchiesta, tuttavia, ha avuto anche pesanti conseguenze sul piano occupazionale. Per molti dei lavoratori coinvolti nei sequestri la situazione resta ancora irrisolta e decine di persone sono rimaste senza lavoro.
Mentre il Comune sta lavorando da mesi con il Politecnico di Milano per individuare una soluzione con la progettazione di nuovi chioschi, per affrontare l’emergenza occupazionale, nei giorni scorsi si è svolto un incontro a palazzo De Fusco tra l’amministrazione comunale, una delegazione dei venditori e l’onorevole Alessandro Caramiello. L’obiettivo del confronto è individuare una soluzione almeno temporanea che possa dare risposta al problema lavorativo che riguarda centinaia di persone.
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