Nel 2025 è cresciuta la presenza internazionale al Santuario di Pompei

POMPEI. Nel 2025 il Santuario di Pompei ha vissuto uno degli anni più intensi e simbolici della sua storia recente, segnato dal Giubileo celebrato per l’intero anno, dalla canonizzazione di Bartolo Longo nel mese di ottobre e dal centocinquantesimo anniversario dell’arrivo del quadro della Madonna del Rosario.

Un contesto spirituale e storico che ha fatto da cornice a un flusso costante e qualificato di pellegrinaggi, come emerge dai dati ufficiali relativi ai pellegrinaggi prenotati e registrati presso l’Ufficio Rettorato del Santuario, che consentono un confronto puntuale con l’anno precedente.

Nel 2025 i pellegrinaggi di provenienza italiana rappresentano il 71 per cento del totale, mentre quelli dall’estero raggiungono il 29 per cento. Il confronto con il 2024 evidenzia una dinamica significativa: l’anno precedente la quota italiana era pari all’81 per cento, con una presenza straniera ferma al 18 per cento. In un solo anno si registra dunque una netta crescita dell’incidenza dei pellegrinaggi internazionali, segno di un rafforzamento del ruolo di Pompei nel panorama dei grandi santuari mariani a livello globale.

Analizzando la provenienza dei pellegrinaggi italiani nel 2025, l’80 per cento arriva dal Sud Italia e dalle Isole, il 17,49 per cento dal Centro e il 2,11 per cento dal Nord. Nel 2024 la distribuzione mostrava una presenza ancora più marcata dal Mezzogiorno, con l’81,66 per cento, mentre il Centro Italia raggiungeva il 15 per cento circa e il Nord il 3,5 per cento.

Il dato conferma la forte radicazione territoriale del Santuario nel Sud, ma segnala anche una lieve flessione dei pellegrinaggi dal Nord a fronte, però, di una maggiore apertura internazionale.

Sul piano regionale, la Campania resta saldamente al primo posto anche nel 2025 con il 52 per cento dei pellegrinaggi italiani, sebbene in lieve calo rispetto al 53 per cento del 2024.

Il Lazio scende dal 17,9 al 13 per cento, mentre la Puglia cresce in modo significativo passando da circa il 9 per cento del 2024 a oltre il 12 per cento nel 2025. È ipotizzabile che la canonizzazione di Bartolo Longo (annunciata ad inizio 2025 e avvenuta il 19 ottobre), originario di Latiano (in provincia di Brindisi) abbia giocato un ruolo importante nella crescita di questo dato.

Proseguendo nella lettura dei dati, cambia anche la geografia delle altre presenze rilevanti: nel 2024 figurava il Molise con circa il 4,30 per cento, mentre nel 2025 emerge la Calabria con oltre il 4 per cento, a conferma di un flusso sempre vivace dall’area ionico-tirrenica.

Per quanto riguarda l’organizzazione dei pellegrinaggi, il quadro resta sostanzialmente stabile nei due anni considerati. Le parrocchie continuano a rappresentare il principale soggetto promotore, con il 62,88 per cento sia nel 2024 che nel 2025. Seguono le agenzie di viaggio con l’11,5 per cento, dato che assume particolare rilievo soprattutto per i flussi dall’estero.

I gruppi di preghiera si attestano attorno al 2,19 per cento, le associazioni laicali all’1,41 per cento, gli istituti religiosi intorno al 4,5 per cento, l’Ordinariato Militare all’1,38 per cento e le scuole allo 0,5 per cento. Una distribuzione che riflette la pluralità di soggetti ecclesiali e civili coinvolti nella vita del Santuario.

È sul fronte internazionale che il 2025 mostra le variazioni più interessanti. La Polonia resta il primo Paese estero di provenienza, ma passa da circa il 44,5 per cento del 2024 al 40,2 per cento del 2025, pur mantenendo un peso quasi pari alla metà dei pellegrinaggi stranieri.

Cresce in modo sensibile la presenza dagli Stati Uniti, che sale dal 12,60 al 15,12 per cento. Cambia, invece, la composizione dei Paesi emergenti: nel 2024 figurava la Slovacchia con il 6,76 per cento, mentre nel 2025 si afferma la Repubblica Dominicana con circa il 7,50 per cento.

Il Brasile, pur in lieve calo dal 5,83 al 4 per cento, resta tra le provenienze principali, così come la Spagna, stabile al 3,26 per cento. Diminuisce la quota dalla Corea del Sud, che passa dal 4,43 al 3 per cento, mentre la Francia resta sostanzialmente invariata, dal 2,33 al 2,22 per cento.

Nel 2025 risultano numerosi anche i pellegrinaggi da Germania, Croazia, Messico e Cile, a conferma di una platea internazionale sempre più diversificata. Questi numeri vanno letti alla luce di un dato strutturale: il Santuario di Pompei è meta di circa due milioni di pellegrini ogni anno, distribuiti lungo l’intero arco dell’anno ma con picchi evidenti nei mesi mariani di maggio e ottobre.

La durata media dei pellegrinaggi resta generalmente limitata a una giornata o a poche ore, durante le quali si concentrano la recita del Rosario, la partecipazione alla celebrazione eucaristica e una breve visita al Tempio.

Nei giorni feriali prevalgono i gruppi provenienti dai Comuni limitrofi e dalla provincia di Napoli, mentre nei fine settimana e nei periodi di maggiore richiamo spirituale cresce la presenza da altre regioni e anche dall’estero.

Per i pellegrini stranieri, in particolare quelli provenienti da Polonia, Stati Uniti, Brasile e Corea del Sud, la visita al Santuario si inserisce spesso in un itinerario più ampio, che comprende anche il sito archeologico e la città moderna di Pompei.

Diversa è invece la fisionomia dei pellegrinaggi italiani, prevalentemente orientati a un’esperienza esclusivamente religiosa, fatta di preghiera, catechesi e momenti di riflessione comunitaria.

Il confronto tra 2024 e 2025 restituisce dunque l’immagine di un Santuario che, pur mantenendo un forte legame con il territorio e con il Sud Italia, rafforza la propria dimensione internazionale. Un risultato che appare strettamente connesso al valore simbolico del 2025, anno giubilare e di grandi anniversari, capace di rilanciare Pompei come luogo di fede, memoria e attrazione spirituale nel cuore del Mediterraneo.

Quello che si è da poco concluso, infatti, sotto il profilo spirituale resta un anno da ricordare a lungo nella storia del Santuario. Proprio nel 150esimo dell’arrivo a Pompei della Sacra Icona della Madonna del Rosario (celebrato a novembre) si è compiuta anche la prodigiosa canonizzazione di Bartolo Longo, promossa da Papa Francesco (scomparso ad aprile) e celebrata da Papa Leone XIV, dall’8 maggio suo successore al Soglio Pontificio.

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Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di cronaca locale e promozione territoriale.

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