Pompei, caso guide turistiche: anche il Governo chiamato in causa
POMPEI. Il caso delle guide turistiche negli Scavi di Pompei approda in Parlamento e chiama direttamente in causa il Governo. La senatrice del Movimento 5 Stelle Felicia Gaudiano ha infatti depositato un’interrogazione a risposta orale rivolta al ministro della Cultura Alessandro Giuli e al ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone per chiedere chiarimenti sulla situazione dei professionisti che operano nel sito archeologico.
L’iniziativa parlamentare arriva in un momento di forte tensione tra le guide turistiche abilitate e la direzione del Parco Archeologico di Pompei, dopo settimane di confronto e polemiche legate alle recenti scelte organizzative adottate all’interno degli Scavi.
Nel suo intervento, Gaudiano richiama in particolare la chiusura della postazione dedicata alle guide autonome e l’avvio di visite organizzate direttamente dal Parco. Due decisioni che, secondo la senatrice, sollevano interrogativi rilevanti sul piano della tutela della professione, della concorrenza nel mercato delle visite guidate e delle condizioni di lavoro dei professionisti del settore.
«Pompei è uno dei siti archeologici più importanti al mondo e il lavoro delle guide turistiche è parte essenziale dell’esperienza dei visitatori», ha dichiarato Gaudiano, spiegando di aver chiesto al Governo di chiarire le scelte adottate e di garantire il rispetto delle norme e della dignità professionale di chi ogni giorno racconta la storia del territorio ai turisti provenienti da tutto il mondo.
La senatrice ha inoltre sottolineato come la valorizzazione del patrimonio culturale passi anche attraverso il lavoro delle guide abilitate, definendole una componente fondamentale nella trasmissione della conoscenza storica e artistica dei luoghi. «Sono loro che, ogni giorno, trasformano i luoghi della storia in conoscenza viva e accessibile per tutti», ha aggiunto.
L’interrogazione arriva pochi giorni dopo gli ultimi sviluppi della vicenda che ha riacceso lo scontro tra le associazioni di categoria e il Parco Archeologico. Dal 2 marzo, infatti, l’ente ha attivato un nuovo servizio di accompagnamento destinato ai visitatori singoli non inseriti in gruppi organizzati. Il servizio prevede due itinerari della durata di circa un’ora e mezza, denominati “Pompei Civica” e “Pompei Quotidiana”, al costo di otto euro a persona.
Secondo l’amministrazione del Parco si tratta di un percorso introduttivo pensato per rendere più accessibile la visita al sito archeologico, con spiegazioni affidate a personale specializzato e calibrate in base ai luoghi e all’affluenza dei visitatori.
Le associazioni delle guide turistiche contestano però l’iniziativa, sostenendo che si tratti «di vere e proprie visite guidate svolte da personale non abilitato» alla professione. Le sigle di categoria parlano di «una scelta che rischierebbe di escludere i professionisti regolarmente autorizzati e di alterare le regole della concorrenza nel settore».
La vicenda si inserisce inoltre in un contesto già segnato da tensioni, dopo la decisione del Parco di eliminare le postazioni per le guide private all’interno degli Scavi, provvedimento che lo scorso 13 febbraio aveva portato a una manifestazione di protesta davanti agli ingressi del sito.
Nel frattempo resta aperto anche il fronte legale. Le associazioni di categoria hanno infatti presentato ricorso al Tar Campania contro la chiusura delle postazioni interne, mentre non escludono ulteriori azioni legali anche contro il nuovo servizio di accompagnamento avviato dal Parco.
Con l’interrogazione parlamentare la vicenda di Pompei entra ora anche nell’agenda politica nazionale. Il Governo sarà chiamato a chiarire le scelte adottate e le modalità con cui si intende garantire il corretto equilibrio tra valorizzazione del sito archeologico, organizzazione dei servizi e tutela del lavoro delle guide turistiche che operano a Pompei.
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