Pompei, guide turistiche contro le visite guidate del Parco Archeologico
POMPEI. La tensione torna a salire agli Scavi di Pompei. Dopo settimane di dialogo e confronto, si riaccende lo scontro tra le guide turistiche e il Parco Archeologico di Pompei. Stavolta il casus belli sono le visite guidate promosse direttamente dall’ente a partire dal 2 marzo 2026 e pensate per i visitatori singoli, non inseriti in gruppi organizzati.
Il Parco ha infatti avviato un servizio di accompagnamento della durata di un’ora e mezza articolato in due itinerari distinti, “Pompei Civica” e “Pompei Quotidiana”, al costo di 8 euro a persona, gratuito per i bambini sotto i 10 anni. Il primo percorso parte da Porta Marina Superiore ed è dedicato alla dimensione pubblica e istituzionale dell’antica città. Il secondo, con partenza da Piazza Anfiteatro, accompagna i visitatori alla scoperta degli aspetti della vita quotidiana.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, si tratta di un servizio di introduzione al sito finalizzato a rendere più accessibile e coinvolgente la visita, che si aggiunge alle tradizionali visite guidate e ai percorsi con radioguida destinati ai gruppi organizzati.
Le spiegazioni sono affidate a “personale specializzato” e calibrate in base all’importanza dei luoghi e al numero di visitatori presenti. Al termine del percorso viene consegnata ai partecipanti una pianta con indicazioni topografiche per proseguire in autonomia o raggiungere l’uscita attraverso viale delle Ginestre.
L’iniziativa si inserisce però in un contesto già segnato da un acceso confronto tra la direzione del Parco e le guide turistiche, dopo la decisione di cancellare le postazioni per le guide private all’interno degli Scavi, provvedimento che aveva portato a una manifestazione di protesta lo scorso 13 febbraio.
A ciò si è aggiunta la questione del biglietto nominativo anche per le guide, introdotto per regolare gli accessi e oggetto di ulteriori discussioni. La direzione del Parco ha fatto sapere che sarà ripristinata la possibilità di acquistare il biglietto nominativo online, così da evitare lunghe file e possibili disagi per i professionisti.
La nuova protesta delle guide è stata affidata a una nota diffusa tramite l’agenzia Ansa. L’avviso relativo ai nuovi itinerari, pubblicato nella tarda serata del primo marzo sul sito ufficiale del Parco, poi rimosso e successivamente modificato, ha infatti scatenato la reazione delle sigle di categoria.
Le guide parlano di “vere e proprie visite guidate condotte però da personale non abilitato alla professione”. Pietro Melziade, dell’Associazione Nazionale Guide Turistiche, ha dichiarato che si tratterebbe di un servizio venduto alle biglietterie e presentato come iniziativa didattica, ma basato sulle stesse modalità di lavoro delle postazioni eliminate lo scorso 7 gennaio. A suo avviso, la scelta della direzione punterebbe a monetizzare senza coinvolgere le guide abilitate, con il rischio di passare dalla tutela allo sfruttamento del sito.
Dura anche la posizione di Susy Martire, presidente dell’associazione Guide Turistiche Campania, che ha sottolineato come nei giorni precedenti all’attivazione dei tour, durante un incontro negli uffici del Parco, i funzionari avessero sostenuto di non sapere né quando né come il servizio sarebbe partito.
«L’apertura al dialogo e al confronto era solo una messinscena per rabbonirci?», si è chiesta Martire, parlando di professionisti “parcheggiati” mentre le visite verrebbero condotte da personale non abilitato.
Le guide non escludono un nuovo ricorso al Tar contro l’iniziativa, che potrebbe affiancarsi a quello già presentato all’indomani della chiusura delle postazioni interne agli Scavi. L’udienza sulla richiesta di sospensiva è fissata al Tar Campania nei prossimi giorni. Nel frattempo, le associazioni annunciano ulteriori iniziative per tutelare la categoria e il sito archeologico.
Nel mirino anche l’organizzazione interna del servizio: secondo quanto denunciato dalle guide, gli addetti alla biglietteria promuoverebbero i percorsi di accompagnamento oltre a vendere i ticket d’ingresso, mentre custodi condurrebbero visite ai cantieri di scavo.
«Ci chiediamo se sia questo il famoso “Pompei merita di più” sbandierato dal direttore», ha concluso Martire, ribadendo la convinzione che la città antica meriti scelte diverse. Il confronto resta aperto e si preannuncia un nuovo capitolo in una vicenda che intreccia tutela, valorizzazione e diritti professionali, in uno dei siti archeologici più visitati e simbolici d’Italia.
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