“Big bang” elettorale a Pompei: divisioni, alleanze e nuovi equilibri

POMPEI. Trasparenza e linearità non formano il profilo migliore della recente fase amministrativa di Pompei. Le divergenze tra maggioranza e opposizione su orari e svolgimento dei consigli comunali, il rifiuto della maggioranza sulle dirette streaming, le espulsioni dall’aula di giornalisti che fotografavano e/o filmavano gli interventi e/o le discussioni più infuocate del dibattito consiliare, per non parlare della mancanza di regolarità delle procedure di convocazione e svolgimento delle commissioni consiliari, dimostrano pienamente l’assunto.

Si tratta di divergenze che hanno indotto la stampa libera a disertare progressivamente le conferenze e le sedute dei consigli comunali. D’altro canto i comunicati stampa e i post dei siti web istituzionali hanno assunto, quasi esclusivamente, funzione propagandistica col risultato del progressivo allontanamento della società civile dal Palazzo. Le conseguenze di questo stato di cose troveranno presumibilmente riscontro sul tasso di consenso elettorale che potrebbe, al contrario, comportare un voto per il cambiamento.

L’incidenza delle nuove generazioni sul dibattito politico che accompagna la creazione delle liste elettorali, parallelamente all’emancipazione dai poteri forti delle classi subalterne, si esprime nell’impegno maggiore espresso nelle forme associative basate soprattutto sull’autonomia decisionale.

Appare pertanto improduttiva ed incoerente la comunicazione relativa ai rapporti interni delle coalizioni elettorali locali in fase di formazione, ispirata a vecchi rituali, oramai superati e praticamente inconcludenti.

Ne consegue che imbastire ancora transazioni basate su improbabili portafogli di voti equivale alla risoluzione di lasciar passare una forma antiquata di clientelismo miope e becero, peraltro privo di ogni fondamento concreto. Ci riferiamo chiaramente ad un fenomeno dappertutto superato, otre che moralmente degradante ed oggettivamente illegale.

Fatte queste considerazioni, se capita che nella fase di individuazione del miglior successore del leader politico recente si proceda in via prioritaria all’esame del profilo dei soggetti che fanno parte del suo cosiddetto “cerchio magico” (vale a dire gli “intimi”, ovvero i familiari, i collaboratori più fidati ed i consiglieri di Palazzo più avveduti che assicurerebbero una migliore continuità di gestione), il metodo appare plausibile nel tentativo comprensibile di assicurare alla comunità mariana un governo in continuità col passato.

Risulta vero che se l’attuale fase che precede il big bang elettorale si protrae oltre il consentito scatterà l’effetto noia, col risultato di allontanare un maggiore elettorato dalla politica, a scapito della vitalità democratica.

Il fatto è che oggigiorno si preferisce approfondire i tentativi favorevoli alla stabilità politica che abbia anche il pregio di essere innovativa. Iniziativa che richiederebbe l’ingaggio di un capitano del vascello in grado di navigare con esperienza creativa nelle acque insidiose del cambiamento epocale che stiamo attraversando.

Fatte queste considerazioni non ci resta che il racconto dello stato dell’Arte, a partire dalla ben nota divisione insorta nella coalizione al comando preesistente, relativamente alla maggiore capacità di comando dell’erede naturale del sindaco deceduto o di un sostituto individuato nella stessa coalizione (vale a dire Luigi Lo Sapio o Giuseppe La Marca).

Partire dalla designazione del candidato sindaco significa dare priorità al problema più spinoso, che si può risolvere ricorrendo al ceto politico operante o cercando soluzioni innovative. Ora, se la prima soluzione potrebbe portare all’affermazione di un personaggio già conosciuto, nel secondo la scelta dovrebbe comportare il rimando alla società civile nella quasi totale assenza di partiti politici.

La formazione di una lista elettorale del Partito Democratico di Pompei è stata già deliberata. Resta da vedere se scenderà in campo da sola (con probabile candidato a sindaco Domenico Di Casola) o se aggregherà in coalizione liste satelliti. Si contano, inoltre, almeno altri tre tavoli di concertazione alternativa.

Tra le medesime coalizioni, alcune di esse mirano alla riproposizione di formule collaudate, con liste civiche elaborate da personaggi di centro-destra, altre stanno provando esperimenti politici basati sulla creazione di movimenti civici, come “Pompei Città Partecipata”, in parte smembrata nella sua composizione originaria e successivamente riproposta con la creazione di nuove alleanze.

In tutti questi casi, segnalare i nomi dei candidati sotto esame significherebbe “bruciarli” prima della competizione. La considerazione non vale per Claudio D’Alessio che è partito forte dell’esperienza maturata dal 2004 al 2014 e del sostegno dichiarato, senza riserve, da Casa Riformista, Avanti Sud, Pompei Internazionale e Cattolici Democratici.

L’intenzione politica di partenza è chiaramente di completare una serie di iniziative avviate a suo tempo con discreta intuizione. Occorre in primis ricordare il conferimento della cittadinanza onoraria ad Abu Mazen, che venne a raccontare le sacrosante ragioni del suo popolo ai pompeiani. Se tale esempio lo avessero imitato tanti altri Comuni d’Europa non saremmo arrivati alle bombe su Gaza.

Le iniziative avviate, a cui ci riferiamo, riguardano comunque la pedonalizzazione del centro storico e l’avvio di una rinnovata fiscalità complementare municipale a Pompei. Ora che l’ex sindaco si è posto in presa diretta con l’elettorato locale, senza tentennamenti e/o riserve, la sua iniziativa alimenterà una maggiore vivacità della politica pompeiana (che è oro per la carta stampata).

Il fatto è che servono idee nuove e altre persone per bene, da sommare a quelle preesistenti, ancora di numero insufficiente a salvaguardia dell’Istituzione locale. La speranza, generalmente condivisa, è che si chiudano sollecitamente, e con risultati positivi, tavoli di concertazione delle coalizioni politiche che dovranno impegnare cuore e cervello nella redazione di programmi elettorali sostenibili e propositivi.

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Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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