Il Pd tra referendum e amministrative: il candidato “dem” è Di Casola
POMPEI. Il Partito Democratico scende in piazza contro la riforma della magistratura e, allo stesso tempo, rilancia la sfida delle prossime elezioni amministrative. Domenica 22 febbraio 2026, dalle 10 alle 13, nell’area antistante la Casa del Pellegrino in piazza Bartolo Longo, il circolo cittadino del Partito Democratico, guidato dal segretario Alfonso Coccoli, ha promosso un’iniziativa pubblica per sostenere il No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in programma in Italia il 22 e 23 marzo.
Una mobilitazione che ha visto la partecipazione di partiti, associazioni e cittadini, uniti – come sottolineato dagli organizzatori – in una battaglia comune su un tema ritenuto cruciale per l’assetto istituzionale del Paese. «Quando partiti, associazioni e cittadine e cittadini conducono una battaglia comune è sempre una cosa bella», è il messaggio lanciato nel corso della mattinata. Uno spirito che il Pd intende estendere anche alle prossime sfide politiche locali.
Sul fronte nazionale, dunque, il focus resta sul referendum di marzo. Ma lo sguardo è già proiettato verso le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, quando Pompei tornerà al voto dopo oltre cinque anni. Un appuntamento che il circolo “dem” considera decisivo per il futuro della città.
Proprio in vista delle Comunali, l’assemblea congressuale del circolo Pd di Pompei, riunitasi il 7 e 8 febbraio, ha approvato un documento politico che definisce linee programmatiche e metodo di costruzione della coalizione, individuando nella figura del consigliere comunale Domenico Di Casola la leadership politica del Pd locale.
Al centro, la volontà di dar vita a un’alleanza ampia e coesa, fondata sul dialogo con le forze politiche, sociali e associative del territorio. Il cosiddetto “Campo Largo”, viene precisato, non è una formula calata dall’alto ma un percorso credibile solo se fondato su battaglie condivise e su temi che uniscono sensibilità diverse.
Nel documento si rivendica il lavoro svolto negli ultimi anni, dentro e fuori il Consiglio comunale, su questioni ritenute prioritarie per la comunità: dal reperimento di risorse per le famiglie in difficoltà, in particolare durante l’emergenza Covid che ha coinciso con l’inizio dell’attuale consiliatura, a un utilizzo più accurato delle risorse pubbliche per politiche rivolte a giovani e anziani, fino alla riqualificazione delle aree periferiche e delle zone a ridosso del centro cittadino, considerate particolarmente degradate.
Tra i punti qualificanti viene rilanciata la visione di “Pompei Capitale culturale”, già cuore del programma amministrativo del 2020 e oggi ritenuta ancora attuale, seppur da aggiornare alle nuove sfide. L’obiettivo dichiarato è dotare la città di servizi e infrastrutture culturali adeguate al suo valore storico e simbolico, intervenendo anche sul decoro urbano e sul risanamento delle aree degradate. La bellezza, si legge nel documento, non può riguardare solo il centro ma deve coinvolgere l’intero territorio cittadino, in un’ottica di inclusività.
Particolare attenzione è dedicata ai giovani, considerati una risorsa strategica per il rilancio della città. Secondo il Pd, occorre andare oltre l’organizzazione di eventi e momenti ricreativi, puntando invece su risorse e infrastrutture capaci di trattenere i talenti locali. Tra le proposte figura l’utilizzo di strutture pubbliche in disuso per la creazione di spazi destinati alle start up e all’innovazione.
Parallelamente, il documento richiama l’esigenza di sostenere famiglie e operatori economici in difficoltà attraverso una gestione più efficace del bilancio comunale e dei servizi a pagamento, come parcheggi, Ztl e Tarsu, senza trascurare le fragilità legate al mondo della disabilità.
Il Pd ribadisce inoltre il proprio impegno a difesa del corretto funzionamento delle istituzioni cittadine, ritenuto condizione imprescindibile per uno sviluppo concreto. Viene rivendicata la centralità della politica e la necessità di superare personalismi che, secondo il documento, avrebbero condizionato negativamente la vita pubblica locale.
Nel solco di questa impostazione si inserisce la proposta per la candidatura a sindaco. Il circolo dem indica la figura di Domenico Di Casola come proprio rappresentante al tavolo politico chiamato a individuare una personalità autorevole e condivisa per guidare la coalizione alle imminenti elezioni.
Una scelta presentata come coerente con il percorso politico e istituzionale maturato negli ultimi anni in consiglio comunale e come contributo concreto per superare una fase di stallo e aprire un nuovo capitolo amministrativo. La mobilitazione contro il referendum di marzo e la definizione della proposta politica per le Comunali di maggio si intrecciano così in un’unica strategia.
Per il Partito Democratico, la sfida è duplice: difendere un’impostazione istituzionale ritenuta fondamentale a livello nazionale e costruire, a livello locale, un progetto capace di rilanciare Pompei oltre le criticità attuali, con l’ambizione dichiarata di farne «una vera capitale culturale, all’altezza della sua storia e delle aspettative dei cittadini».
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