Pompei, caos guide turistiche: l’onorevole Caramiello chiede stop della protesta
POMPEI. Dopo la protesta che ha portato oltre duecento professionisti davanti ai cancelli degli Scavi, la vicenda delle guide turistiche entra in una nuova fase, quella del confronto istituzionale. L’onorevole Alessandro Caramiello, che ieri sera ha incontrato a Pompei una rappresentanza delle guide, annuncia che incontrerà il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e invita le guide a sospendere le manifestazioni annunciate per la prossima settimana sotto il Ministero della Cultura e a Pompei.
La presa di posizione arriva all’indomani del sit-in in piazza Esedra, dove le guide turistiche abilitate hanno manifestato contro la decisione della direzione del Parco di eliminare la postazione interna dedicata ai professionisti autonomi, attiva dal 2010. Una protesta composta ma determinata: nessun disagio per i visitatori, ma un messaggio chiaro rivolto alla direzione.
Le guide chiedono il ripristino delle postazioni presso le biglietterie degli ingressi principali e l’eliminazione del biglietto nominativo per l’accesso al sito archeologico. A preoccupare soprattutto i professionisti autonomi, non legati ad agenzie, che dopo la soppressione del presidio interno non dispongono più di uno spazio nel Parco autorizzato per intercettare i visitatori, mentre un’ordinanza comunale vieta la contrattazione in strada. Una condizione che, secondo i manifestanti e le sigle sindacali di categoria, rischia di comprimere di fatto l’esercizio della professione.
Nel suo intervento, Caramiello invita alla responsabilità e al dialogo. «Apprendo dagli organi di stampa che le guide turistiche abilitate hanno confermato lo stato di agitazione – dichiara – ma invito a sospendere le agitazioni annunciate, dal momento che a breve incontrerò il direttore del Parco, a cui va la mia solidarietà per le minacce ricevute».
Il parlamentare sottolinea che l’incontro avverrà sia nella sua qualità di presidente dell’intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud”, che riunisce cinquanta parlamentari di diverse forze politiche, sia come “figlio del Vesuvio” deciso a valorizzare il territorio e a sostenere i professionisti che scelgono di restare al Sud.
La vicenda era già approdata in Parlamento nei giorni scorsi, con una richiesta di intervento al Governo. Secondo Caramiello, la chiusura delle postazioni potrebbe incidere su migliaia di posti di lavoro e porre questioni di concorrenza qualora il Parco decidesse di organizzare e commercializzare direttamente le visite guidate. Il deputato ha richiamato la normativa regionale e nazionale in materia, chiedendo il ripristino delle postazioni o una soluzione gestionale equivalente che tuteli dignità professionale e quadro normativo.
Dal canto suo, il Parco Archeologico ha ribadito in una nota che la postazione interna nacque nel 2010 in un contesto emergenziale e che l’attuale riorganizzazione risponde «a evoluzioni giuridiche e culturali del settore». Pompei sarebbe rimasto l’unico sito italiano a mantenere un presidio di questo tipo dopo le osservazioni dell’Antitrust nel 2018.
Il nuovo regolamento approvato nel 2025 dal Consiglio di amministrazione elimina la postazione interna, ma – precisa l’ente – non impedisce alle guide private di operare all’interno del sito. Parallelamente, il Parco si è dotato di un proprio servizio didattico, in linea con quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali.
Zuchtriegel ha definito la riorganizzazione «un superamento di un’anomalia» e ha assicurato che il Parco continuerà a garantire le migliori condizioni possibili per le guide che lavorano con professionalità, ricordando anche l’avvio di un corso di aggiornamento e formazione in queste settimane.
Le sigle sindacali e associative, tra cui Filcams Cgil Napoli, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania e altre rappresentanze regionali, chiedono l’apertura di un tavolo di concertazione per affrontare le criticità emerse e trovare soluzioni condivise. La presidente dell’associazione Guide Turistiche della Campania, Susy Martire, ha condannato fermamente eventuali toni minatori nei confronti del direttore, ribadendo la disponibilità al dialogo.
Ora la partita si sposta sul terreno istituzionale. L’incontro annunciato da Caramiello con il direttore del Parco potrebbe rappresentare il primo passo verso una mediazione. Resta da capire se le guide accoglieranno l’invito a sospendere le manifestazioni in attesa di un confronto che, nelle intenzioni del parlamentare, dovrà riportare il dibattito dal caos alla concertazione.
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