La protesta delle guide turistiche a Pompei: «Impossibilitati a lavorare»

POMPEI. La parola chiave è protesta. È quella che questa mattina ha risuonato davanti ai cancelli del Parco Archeologico di Pompei, dove più di duecento guide turistiche campane si sono riunite in piazza Esedra per manifestare contro la decisione della direzione di eliminare la postazione interna dedicata ai professionisti autonomi, attiva dal 2010.

Il presidio, iniziato alle 11 e entrato nel vivo intorno alle 11:30, si è svolto senza creare disagi ai visitatori. Centinaia di operatori hanno esposto striscioni e cartelli, tra cui uno con la scritta “I beni culturali non hanno padroni”, e hanno indossato magliette nere con l’hashtag #giùlemanidalleguide.

Non sono mancati toni ironici e simbolici, come il “manifesto funebre” che annunciava la morte delle “postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori”, attribuendone sarcasticamente la responsabilità al “soprintendente di Pompei”.

“Il funerale è stato celebrato in forma privata e dopo le esequie le guide sono state accompagnate all’uscita. Si dispensa da ogni concertazione”, si leggeva nel testo affisso all’esterno degli Scavi. O ancora: “Senza le guide la bellezza resta muta”.

La decisione contestata è quella assunta dal direttore generale del Parco, Gabriel Zuchtriegel, che ha disposto la chiusura del presidio interno nell’ambito di una riorganizzazione del servizio di visite guidate, prospettando un modello con guide e costi competitivi interni al Parco.

In una nota, Zuchtriegel ha spiegato che la scelta è stata determinata da «evoluzioni giuridiche e culturali del settore» che hanno reso necessario uniformare Pompei agli altri musei e siti archeologici italiani, superando quella che è stata definita «un’anomalia organizzativa» rimasta in vigore solo nel sito vesuviano.

Di diverso avviso le sigle sindacali e associative più rappresentative della categoria, tra cui Filcams Cgil Napoli, Agtc, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, Agta, Confguide Campania, Confsal, Cgil e Angt. I rappresentanti dei lavoratori contestano l’intera procedura che ha portato all’eliminazione della postazione e denunciano una mancanza di rispetto nei confronti dei professionisti e dei visitatori. L’obiettivo dichiarato della manifestazione è l’apertura di un tavolo di concertazione con la direzione del Parco per affrontare le criticità emerse negli anni e individuare soluzioni condivise.

A preoccupare maggiormente è la situazione delle guide autonome, non legate ad agenzie. Con la soppressione della postazione interna, per loro si prospetta uno stallo lavorativo. All’interno del Parco non dispongono più di uno spazio autorizzato per intercettare i visitatori, ma allo stesso tempo un’ordinanza del 1998 del Comune di Pompei vieta di contrattare la prestazione in strada. Una condizione che, secondo i manifestanti, rischia di comprimere di fatto la possibilità di esercitare la professione.

La presidente dell’associazione Guide Turistiche della Campania, Susy Martire, ha invitato ad abbassare i toni, ribadendo la disponibilità al dialogo. «Chiediamo di riaprire un tavolo di confronto. Siamo i primi a condannare gli atti riprovevoli, ma vogliamo riaprire un dialogo su un servizio che non può essere gestito unicamente dall’interno».

«Inoltre prendiamo le distanze da chi ha esposto i problemi denunciati dalle guide turistiche con espressioni che condanniamo fermamente», ha dichiarato durante il sit-in, facendo riferimento ad una lettera con toni minatori che sarebbe arrivata in queste ore a Zuchtriegel.

Più critico Giovanni Tramparulo, sindacalista Confsal, che all’Ansa ha parlato di una decisione comunicata in modo improvviso e poco rispettoso. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’allontanamento delle guide dal presidio di Pompei in modo inaspettato e sicuramente non molto piacevole, visto che soli due giorni prima del Natale la notizia è trapelata in modo ufficioso e senza neanche avere avuto la decenza di convocare i responsabili di categoria» ha affermato.

Tramparulo ha ricordato come in passato le guide abbiano offerto un contributo concreto alla gestione del sito, citando il suggerimento di installare tre metal detector all’ingresso di Porta Marina Inferiore per evitare lunghe attese ai turisti.

Secondo il sindacalista, la motivazione del presunto comportamento scorretto di alcune guide, richiamata dal direttore attraverso i mass media, non può giustificare una misura che coinvolge un’intera categoria composta, in Campania, da oltre duemila professionisti. A suo avviso, la reale finalità sarebbe l’internalizzazione del servizio per ragioni economiche. «Il Parco archeologico di Pompei è patrimonio Unesco e un singolo non può gestirlo come se fosse un museo privato», ha concluso.

La vicenda è approdata anche in Parlamento. Il deputato Alessandro Caramiello, capogruppo M5S in XIII Commissione Agricoltura alla Camera, ha annunciato di aver sollevato la questione in Aula, chiedendo l’intervento del Governo.

Secondo Caramiello, la chiusura delle postazioni riservate alle guide abilitate rischia di compromettere migliaia di posti di lavoro e di ostacolare la libera concorrenza, qualora il Parco decidesse di organizzare e commercializzare direttamente le visite guidate tramite il proprio sito web.

Il parlamentare ha richiamato la legge regionale Campania n. 11/1986, che all’articolo 15 individua gli Scavi di Pompei tra i siti destinatari di presidi permanenti turistici, e la legge n. 190/2023, che riconosce la libertà di professione e stabilisce criteri di trasparenza, sicurezza e concorrenza leale. Da qui la richiesta ai ministri competenti di intervenire per ripristinare le postazioni interne o adottare una soluzione gestionale equivalente che tuteli dignità professionale e quadro normativo.

Intanto, davanti agli Scavi, la protesta si è conclusa nel primo pomeriggio senza tensioni. I turisti, numerosi all’ingresso di piazza Esedra, si sono mostrati incuriositi ma non infastiditi. Alcuni hanno chiesto informazioni prima di entrare, nessuno è rimasto bloccato. Le guide, dal canto loro, attendono ora un segnale dalla direzione del Parco. La partita, dopo la protesta, si sposta sul terreno del confronto istituzionale.

• Leggi anche: Pompei, il Parco chiarisce sul presidio delle guide turistiche

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Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di cronaca locale e promozione territoriale.

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