In “Tu non darmi retta” la poetica inquieta e ironica di Mario Severino

NAPOLI. “Tu non darmi retta” di Mario Severino è una raccolta che affascina fin dai primi componimenti per la sua voce narrativa intensa, ironica e profondamente umana. La prima poesia, in particolare, è quella che dà il titolo all’intera raccolta e racchiude in sé gli intenti di tutta la silloge.

L’autore conduce il lettore in un viaggio nella mente e nel cuore di un protagonista scomodo, fragile e insieme lucidissimo, che si muove sul filo sottile tra realtà e immaginazione, tra memoria e desiderio di fuga.

Lo stile di Severino è diretto, a tratti tagliente, le parole scorrono come un dialogo interiore sincero, spesso venato di disincanto e di un’ironia amara che nasconde una costante ricerca di senso. L’autore sembra invitarci a non fermarci alla superficie delle cose, a non “dargli retta” nel senso letterale del titolo, ma a leggere tra le righe, a lasciarci guidare dal non detto.

L’intreccio, pur muovendosi in un territorio psicologico e talvolta onirico, mantiene sempre un forte radicamento emotivo: è la vita quotidiana, con le sue ferite e le sue piccole illuminazioni, a dare corpo alla silloge. Ne risulta un libro che parla di solitudine, di identità, di rapporti umani complicati ma vitali.

“Tu non darmi retta” è dunque una raccolta che si legge come una confessione, ma lascia l’impressione di aver ascoltato una voce vera, inquieta e necessaria. Un’opera che conferma la capacità di Mario Severino di coniugare capacità poetica, riflessione filosofica ed anche sensibilità narrativa, invitando il lettore a interrogarsi senza la pretesa di dare risposte definitive.

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di cronaca locale e promozione territoriale.

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