Esperienza e giovanilismo: la ricetta per la campagna elettorale a Pompei

POMPEI. Una foto di gruppo pubblicata sui giornali web ed i social ha dato il via ad una campagna elettorale che, secondo le maggiori aspettative, richiederebbe un cambio generazionale nel consiglio comunale. Al contrario sono più o meno gli stessi personaggi di prima a proporsi per il futuro di Pompei sulla base del criterio di mantenere la continuità nella gestione. Ci riferiamo nello specifico alla maggioranza Lo Sapio & compagni, eletta al comando della città nel settembre del 2020.

La prima istanza del corpo elettorale riguarda ogni volta il rinnovamento, anche se nell’attività di sindaco servono soprattutto esperienza, capacità di empatia con gli elettori e creatività propositiva come caratteristica predominante del profilo del personaggio che ambisce ad ereditare la fascia tricolore.

Quali iniziative emergeranno nel programma elettorale amministrativo di primavera? Chi potrà vantare titoli di maggiore rappresentatività degli interessi della comunità pompeiana? Soprattutto, risulta evidente la necessità di assicurare al famoso centro urbano vesuviano un sindaco oggettivamente autorevole per esperienza pregressa, acquisita sul territorio nei rapporti sociali con i cittadini-contribuenti e riguardo ai meccanismi che fanno funzionare la macchina amministrativa.

Il consenso popolare resta in ogni caso la cartina di tornasole utile a stabilire la condivisione dei progetti in cantiere e di quelli in fase di studio. Perché se appare utile ai passeggeri imbarcati della nave pompeiana l’esperienza del capitano nel navigare in mare aperto, appare in ogni caso prioritaria la condivisione della meta da raggiungere che dovrà, tornando alla politica locale, riguardare in primis la qualità della vita dentro un quadro economico ed ambientale soddisfacente, che preveda la valorizzazione dei giovani in prospettiva futura.

La tornata elettorale che, di fatto, si è già avviata, comporterà l’elezione di un diverso soggetto alla carica di sindaco, considerato che il primo cittadino Carmine Lo Sapio è venuto a mancare durante lo scorcio finale del suo primo mandato.

Al di là delle diverse opinioni nel merito della sulla sua gestione, Lo Sapio ha oggettivamente conferito efficacia operativa alla macchina comunale dimostrando versatilità nel mantenimento del consenso della sua maggioranza. I numeri in consiglio comunale sono cambiati dopo la sua prematura dipartita, ma l’esecutivo di prima (con due nuovi assessori in più) continua a gestire il comune di Pompei, su base ordinaria, coordinata da un vicesindaco f.f., nell’attesa della sentenza del Tar sul ricorso amministrativo presentato dalla minoranza.

Il risultato della gestione Lo Sapio è stato il frutto della sua profonda conoscenza del personale comunale e delle procedure di Palazzo De Fusco. Il primo cittadino degli ultimi sei anni ha gestito con polso fermo la sua compagine politica, orientando l’attività della dirigenza amministrativa. In conclusione, è risultato utile alla comunità pompeiana in interventi di routine sul territorio e soluzioni pratiche ad imprevisti amministrativi.

In pari tempo Pompei è stata teatro di una rilevante revisione urbanistica, programmata a livello regionale e realizzata dall’Ente Autonomo Volturno. Iniziativa tutt’ora in corso, che ha dotato di una piazza più capiente per la folla di pellegrini che arriva periodicamente al Santuario di Pompei in occasione delle cerimonie religiose di culto mariano. Inoltre, un recente giubileo ha gratificato i pompeiani anche per la canonizzazione di Bartolo Longo, fondatore morale e precursore sociale della Nuova Pompei, ispirata a principi e valori di matrice cattolica.

A sua volta il centro antico ha entusiasmato il mondo intero con scoperte eccezionali e restauri puntuali dell’archeologia straordinaria ai piedi dello “Sterminator Vesevo”, che ha comportato una fortunata stagione di iniziative collaterali alla missione culturale e scientifica con l’intenzione dichiarata di mettere in moto un ciclo virtuoso di sviluppo che è già a regime e sotto gli occhi di tutti, comportando benefici di partecipazione consapevole alla comunità residente in un ambito ben più vasto della buffer zone.

Il contesto tracciato prevede l’elezione di un nuovo ceto dirigente per la città di Pompei che preveda un vertice dotato di esperienza e capacità creative e un’assemblea comunale appassionata e competente. La gestione del patrimonio pubblico richiede in primis onestà, ma carisma nella proposizione di iniziative strategiche, equilibrate e democratiche, nel segno della migliore vivibilità possibile e del progresso civile. In conclusione, un buon sindaco deve possedere le doti di lungimiranza dell’imprenditore e la prudenza del buon capo famiglia. La base comunale che vota le delibere deve essere competente, autonoma e appassionata.

A questo punto, serve un progetto politico con delle iniziative concrete specificate nel dettaglio, i tempi di realizzazione previsti e le risorse necessarie. In primis il Piano urbanistico comunale che è rimasto al palo più di una volta, alimentando indirettamente un abusivismo più o meno palese e/o necessario. Il fenomeno dovrebbe essere fermato anche per motivi di sicurezza.

Per questo motivo dovrebbe essere avviata una reale consultazione popolare, efficace ed orientata professionalmente, allo scopo di gestire continuità e cambiamento a vantaggio delle famiglie, gli Enti e il complesso settore produttivo allo scopo di assicurare a tutti spazi di libertà sicuri e dignitosi, mentre nel sociale si dovrebbero tutelare fattivamente (e non a chiacchiere) le fragilità esistenti sul territorio (infanzia, anzianità, disabilità, ecc.).

Nella produzione di beni e servizi, a Pompei, ha molta visibilità l’iniziativa turistica. Prevale il settore alberghiero e quello della ristorazione. Sarebbe necessario incentivare la creazione di una filiera produttiva alimentare che, partendo dall’agricoltura si articoli nella fase artigianale intermedia. Anche nei servizi turistici (non solo le guide) si presentano opportunità da cogliere in primis a livello formativo.

Bisogna, inoltre, segnalare che l’agricoltura non è solo un fattore produttivo ma svolge una funzione primaria nella difesa ambientale e la creazione di originali profili di paesaggi e panorami. Tempo fa si parlò di serre d’arte nella coltivazione dei fiori: sarebbe il caso di riprendere fattivamente l’iniziativa accantonata.

Un altro attrattore, utilizzato recentemente a Pompei con fondi comunali e di altri Enti statali, riguarda l’organizzazione di eventi artistici e culturali di alto livello (tipo l’America’s Cup, concerti di star internazionali di musica pop, ecc.). Sono considerati occasioni di svago imperdibili dagli appassionati, che alimentano diversificate platee turistiche internazionali di matrice ambientale, culturale, studentesco, sportivo, religioso, ecc.

Negli spettacoli d’arte e cultura ai pompeiani dovrebbero essere assicurati tickets a prezzi popolari. Significa che l’amministrazione comunale dovrebbe in ogni caso assicurare spazi di libera fruizione (e a costi contenuti) ai residenti. Un argomento programmatico finale (ma di primaria importanza) riguarda, tipologia, qualità e costi dei servizi pubblici insieme ad un esame analitico degli appalti concessi.

Un’amministrazione comunale rispettabile non opacizza la comunicazione pubblica né rende l’ingresso alla Casa Comunale scarsamente accessibile all’utenza popolare (intelligenti pauca). Molti lamentano, a giusto motivo, la creazione di varchi abusivi privilegiati, segreti (ma non troppo), riservati ai clientes, che erano i sostenitori dei politici dell’Antica Pompei sfamati, dissetati e privilegiati dal dominus.

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Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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