Pompei, al Santuario il rito di San Biagio “contro il mal di gola”
POMPEI Nel Santuario di Pompei si rinnova oggi, 3 febbraio, uno dei riti più antichi e sentiti della tradizione cristiana: l’invocazione a San Biagio, vescovo e martire, protettore della gola. Una pratica devozionale che attraversa i secoli e che continua a richiamare numerosi fedeli, desiderosi di affidare la propria salute all’intercessione del santo armeno vissuto tra il III e il IV secolo dopo Cristo.
«Per l’intercessione di San Biagio, vescovo e martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male». È questa l’antica formula di benedizione che viene pronunciata durante le celebrazioni liturgiche della giornata, una preghiera che esprime la richiesta di protezione e guarigione, tramandata nella Chiesa come segno di affidamento e speranza. Anche quest’anno, il Santuario di Pompei ha accolto i fedeli che hanno preso parte al rito nel corso delle messe celebrate nella giornata odierna.
La benedizione viene impartita dai sacerdoti attraverso un gesto simbolico e fortemente evocativo: due candele vengono incrociate e avvicinate alla gola dei fedeli, che avanzano in processione verso l’altare. Un gesto semplice, ma carico di significato, che richiama il martirio di San Biagio e il legame tra fede, tradizione e richiesta di protezione dai malanni della gola e da ogni altra sofferenza.
Nella foto diffusa dal Santuario è ritratto il momento del rito celebrato stamane nella Cappella San Bartolo Longo. A presiedere la benedizione è stato Monsignor Francesco Paolo Soprano, delegato per la Missione Mariana, che ha guidato la preghiera secondo la tradizione liturgica dedicata al santo. Un appuntamento che, anche a Pompei, conferma il valore della devozione popolare come espressione viva della fede e come occasione di raccoglimento spirituale per la comunità.
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