Arrestato il piromane di via Spinelli a Pompei: è un 50enne di Boscoreale
POMPEI. È stato arrestato oggi il presunto autore del vasto incendio divampato il 6 agosto 2025 in via Spinelli, a Pompei, che aveva interessato un deposito giudiziario di materiali tessili e abiti usati. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di Polizia di Pompei in attuazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.
Secondo quanto comunicato dalla Procura di Torre Annunziata, l’indagato è un uomo di 50 anni residente a Boscoreale, non distante dal luogo del rogo. L’uomo è gravemente indiziato del reato di incendio per aver, secondo l’ipotesi accusatoria, cagionato il rogo che il 6 agosto 2025 devastò un’area di circa 3.640 metri quadrati nel territorio comunale di Pompei.
Le fiamme coinvolsero complessivamente 13 capannoni, all’interno dei quali erano stoccati ingenti quantitativi di scarti di lavorazione tessile già sottoposti a sequestro giudiziario. L’incendio, sviluppatosi in una zona al confine con i Comuni di Scafati e Boscoreale, generò una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, fino all’area collinare di Posillipo, a Napoli, e in numerosi centri dell’area vesuviana.
A causa delle elevate temperature, che rendevano difficoltoso l’avvicinamento al sito, per lo spegnimento si rese necessario l’intervento di numerose squadre dei Vigili del Fuoco, provenienti anche dai distaccamenti di Castellammare di Stabia e Torre del Greco. Le operazioni di spegnimento si conclusero definitivamente soltanto il 14 agosto 2025.
Nei giorni dell’emergenza furono attivati anche la Protezione civile, la Polizia municipale e i tecnici dell’Arpac, che avviarono il monitoraggio della qualità dell’aria. Pur non emergendo, dai primi rilievi, evidenti criticità ambientali riconducibili all’incendio, i sindaci dei Comuni interessati emisero ordinanze e raccomandazioni a scopo precauzionale.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, è proseguita dopo il primo intervento attraverso l’acquisizione e l’analisi delle immagini di diversi sistemi di videosorveglianza e mediante un’articolata attività tecnica di monitoraggio. Gli elementi raccolti hanno consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto grave, tale da giustificare l’adozione della misura cautelare eseguita oggi.
Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato trasferito presso la casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Napoli Poggioreale. L’inchiesta si inserisce in un contesto che, già all’epoca dei fatti, aveva riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e sul controllo delle aree di stoccaggio presenti sul territorio di Pompei, anche alla luce di altri episodi incendiari verificatisi nei giorni immediatamente precedenti.
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