Giornata della Memoria, Pompei ricorda i concittadini deportati

POMPEI. Nel Giorno della Memoria Pompei rinnova il proprio impegno nel ricordo delle vittime della Shoah, commemorando i concittadini che vissero la tragedia della deportazione nei campi di concentramento e coinvolgendo le nuove generazioni in un momento di riflessione condivisa. La città ha celebrato il 27 gennaio 2026 insieme agli studenti del liceo “Pascal”, richiamando il valore della memoria come fondamento della democrazia e antidoto contro ogni forma di odio e discriminazione.

Tra i presenti l’assessore Raffaella Di Martino, il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe La Marca, l’assessore Catello Raimo e la consigliera comunale Pina Piedepalumbo, gli studenti delle scuole cittadine, la Polizia Municipale, il luogotenente Angelo Esposito comandante della Stazione Carabinieri, la Polizia di Stato, Associazione Nazionale Carabinieri, l’Associazione Arma Aeronautica e l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci con il Presidente Rodolfo Armenio e il socio Giovanni Izzo.

La ricorrenza, istituita il 1° novembre 2005 con risoluzione unanime dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, cade in una data simbolica che coincide con l’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Un passaggio storico che continua a interrogare le coscienze e a ricordare come l’orrore dei campi non sia un fatto remoto, ma una ferita ancora aperta, custodita nelle testimonianze dei sopravvissuti e nella responsabilità collettiva del ricordo.

Anche Pompei ha pagato un tributo altissimo a quella pagina tragica della storia. Sono quattro i cittadini pompeiani che hanno vissuto l’incubo dei campi di concentramento, a ciascuno dei quali il Capo dello Stato ha conferito la medaglia d’onore. Domenico Paduano, scultore e autore, tra l’altro, delle vetrate artistiche della storica parrocchia del SS. Salvatore; Aniello Cicalese, capo stazione e successivamente archivista del Santuario Pontificio.

E poi Giovanni Arpaia, insignito di tre Croci di guerra, una delle quali per essere rimasto al proprio posto nonostante una ferita alla testa; Rodolfo Severino, fatto prigioniero dai tedeschi dall’8 settembre 1943 all’8 maggio 1945. Storie diverse, unite dalla stessa sofferenza e dalla necessità di essere ricordate.

Parallelamente alle iniziative cittadine, Pompei è stata rappresentata a Napoli alla cerimonia solenne per il Giorno della Memoria tenutasi al Teatro di San Carlo. Nel tempio della lirica napoletana si è svolta una mattinata di riflessione, musica e testimonianza, promossa dalla Prefettura di Napoli in collaborazione con la Fondazione Teatro di San Carlo e con l’Ufficio scolastico regionale.

All’evento ha partecipato il sindaco facente funzioni di Pompei, Andreina Esposito, sottolineando il valore simbolico della presenza di una folta rappresentanza di studenti, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il senso del ricordo e la necessità di contrastare ogni forma di odio, discriminazione e antisemitismo.

Una doppia iniziativa, tra Pompei e Napoli, che riafferma come il dovere della memoria appartenga a ciascun cittadino e come il ricordo delle vittime dell’Olocausto resti una responsabilità viva, da custodire e trasmettere nel tempo.

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Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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