Bozzetti e costumi d’epoca: Napoli rivive la grande scena teatrale
NAPOLI. Una delle più significative testimonianze della storia della scena teatrale con bozzetti e costumi di ispirazione storica, mitologica, letteraria, romanzesca, allegorica e fantastica, che documentano centinaia di titoli, personaggi, interpreti e costumi apparsi nei Reali Teatri di Napoli e in alcuni tra i principali teatri italiani ed europei nell’Ottocento.
“Napoli rivive la grande scena. I figurini teatrali a Napoli per un immaginario della storia della musica lirica italiana patrimonio dell’umanità” è il titolo didascalico di una suggestiva mostra di respiro internazionale ideata e realizzata in occasione dei 2500 anni dalla fondazione della città di Napoli, dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli insieme con il Comitato Nazionale Neapolis 2500, istituito congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Ministero della Cultura, con l’obiettivo di portare in giro per il mondo, attraverso la cultura partenopea, uno spaccato della grande stagione del melodramma europeo.
La mostra sarà in esposizione (ad ingresso libero) all’Università Suor Orsola Benincasa fino al 12 febbraio 2026 (info e orari su www.unisob.na.it/eventi) per poi iniziare il suo viaggio internazionale dagli Istituti italiani di cultura di Strasburgo e di Praga.
«I figurini teatrali – evidenzia Michele di Bari, Prefetto di Napoli e presidente del Comitato Nazionale Neapolis 2500 – non sono soltanto opere d’arte ma sono tracce vive della creatività napoletana che, per secoli, ha contribuito a definire l’immaginario dell’opera italiana nel mondo. Come Comitato Nazionale Neapolis 2500 sosteniamo con convinzione questo progetto perché il patrimonio dell’umanità non è ciò che semplicemente ereditiamo, ma ciò che scegliamo di valorizzare e trasmettere e Napoli, con la sua tradizione lirica, continua a farlo con orgoglio e responsabilità in tutto il mondo».
L’allestimento della mostra curato dalle storiche dell’arte Francesca De Ruvo e Alessandra Monica Mazzaro con il coordinamento scientifico di Pierluigi Leone de Castris, con un progetto senza precedenti capace di attrarre sia gli addetti ai lavori, dagli scenografi agli storici della moda, sia il vasto pubblico degli appassionati di teatro e musica, è articolato in sezioni che fondono storia, tradizione e innovazione.
Tre sono esattamente le sezioni della mostra: i figurini originali, la riproposizione dei costumi di scena e un’esperienza immersiva con un camerino virtuale animato da ologrammi ed altre tecnologie digitali, accompagnando così il visitatore in un affascinante viaggio immersivo dal bozzetto alla mise en scène.















