Pompei piange Franco Gracco, artista e fondatore del Museo Gracco
POMPEI. Il 15 gennaio 2026 si è spento Franco Gracco, artista di fama internazionale e figura centrale della vita culturale di Pompei. L’annuncio della scomparsa è apparso sulla pagina Facebook ufficiale del Museo Gracco con un messaggio essenziale e carico di dolore: “Franco Gracco non è più”. Alla notizia ha fatto seguito un cordoglio diffuso, espresso dall’intera società civile pompeiana, che ha riconosciuto nel Maestro non solo un artista, ma un riferimento culturale e umano.
Nato a Pinerolo, Gracco fu conquistato sin dall’infanzia dalla forza spirituale degli affreschi antichi di Pompei, un incontro decisivo che orientò la sua ricerca verso una tecnica personale ispirata alla pittura parietale romana. Da quella folgorazione nacque uno stile riconoscibile, capace di ottenere consensi in Italia e all’estero e di costruire un percorso artistico lungo oltre mezzo secolo.
Negli anni Sessanta partecipò alla fondazione del cabaret “Le Clochard” a Milano, affrescandone le pareti con scene di vita urbana e personaggi del mondo beat. In quel contesto attirò l’attenzione dell’editore Rizzoli, che ne favorì l’ingresso nei mercati internazionali.
La sua attività espositiva toccò tappe di rilievo, tra cui il Palazzo Reale di Milano, Londra per il Bertrand Russell Centenary, Albì, il Canada e il Giappone. Dal 1975 espose regolarmente a New York, dove lavorò a lungo nel suo studio di Manhattan. Nel 1994 fu invitato a colazione dal sindaco Rudolph Giuliani, in occasione delle celebrazioni del Columbus Day.
Il legame con Pompei rimase tuttavia centrale. Nel 1997 inaugurò il Museo Gracco di Arte contemporanea e Fotografia, situato nei pressi dell’area archeologica, a pochi metri dalla Villa dei Misteri. Il museo, fondato per documentare l’influenza dell’antica pittura pompeiana sull’arte moderna e contemporanea, ospita una collezione permanente di dipinti, grafiche, affreschi e opere uniche del Maestro, oltre alla monumentale tela dedicata al viaggio di Enea, sintesi simbolica del suo percorso umano e professionale.
Accanto alla produzione artistica, Gracco promosse la ricerca e la divulgazione culturale attraverso l’Istituto Irdac e un’intensa attività espositiva e formativa. Le mostre periodiche del museo e la scuola di pittura hanno rappresentato per anni un punto di incontro tra generazioni e linguaggi diversi.
Nel 2021 il suo percorso di vita e artistico lo aveva portato a riscoprire le sue origini nel Cilento. A Omignano aveva acquistato palazzo De Feo, dove era nato il padre, e l’aveva riportato agli antichi splendori trasformandolo in una suggestiva galleria d’arte. In quelle sale hanno preso vita splendide opere che raccontano la storia di Omignano e una parte di storia del Cilento.
Con la sua scomparsa, Pompei perde un interprete sensibile della propria memoria storica e un protagonista dell’arte contemporanea internazionale. Resta l’eredità di un’opera che ha saputo coniugare radici antiche e visione moderna, consegnando alla città e al pubblico un patrimonio destinato a durare nel tempo.
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