Brindisi di Buon Anno per il Nuovo Circolo Culturale di Pompei

POMPEI. Brindisi di buon augurio per il 2026 al Nuovo Circolo Culturale. Un assolo virtuoso per violino, il racconto del cenone natalizio di tradizione italoamericana, un giro di tombola commentata dalla smorfia napoletana: la bella serata in amicizia si è conclusa con il botto apotropaico del tappo esploso dalla bottiglia di spumante, liberando le bollicine del buonumore e le nostre aspettative per il futuro.

A qualcuno potrebbe apparire un paradosso (o una sfida) definire “Nuovo Circolo Culturale” un gruppo di amici attempati, unita dalla passione per la conoscenza e il dialogo sullo stato delle cose. Questa considerazione potrebbe derivare dalla constatazione che la cultura non è attrattiva come prima. Di fatto, risulta sempre meno interessante per i giovani impegnarsi su quel versante, perché la maggioranza di loro sono più attratti dalle sensazioni forti che dal dedicarsi ad interessi di natura sociale, filosofica e/o artistica.

Per tutti questi motivi è il caso di concludere: “Evviva la musica”, che coniuga in armonia coscienza e sentimento, anche perché è una pratica che può salvarci dall’appiattimento sociale, regalandoci inedite emozioni e allontanare i brutti pensieri. Un raffinato assolo per violino con l’esecuzione di rinomati brani musicali è stata, pertanto, l’iniziativa premiata con sinceri applausi nella serata del 3 gennaio organizzata nella sede del Nuovo Circolo Culturale di Pompei dalla sua presidente, Rita Montemarano, e dal direttivo del circolo per cominciare nel modo migliore il 2026.

La risorsa indispensabile per tale iniziativa (vale a dire il musicista) faceva già parte, per così dire, della famiglia del Circolo, in quanto il giovane maestro di violino Donato Cipriano è figlio della socia Franca Del Gaudio. Siamo stati fortunati perché si tratta di un musicista talentuoso di violino, pianoforte e chitarra, che si esibisce in eventi musicali pubblici e privati di musica classica e musica pop in Italia e all’estero. Dirige anche l’accademia musicale “Nuove Armonie” e svolge l’attività di docente di musica, quella di arrangiatore e sound engineer dell’omonimo studio.

L’evento musicale del 3 gennaio è stato introdotto da Franca Del Gaudio, che ha anticipato il motivo, la tecnica e il valore di ogni brano eseguito egregiamente dal figlio. La sala d’ascolto ha respirato, così, un’atmosfera magica, perché il violino è dotato da un suono speciale che si rivolge direttamente all’animo di ogni singolo fruitore. Si tratta di musica che ha avuto tra i primi autori i popoli erranti, maestri nell’evocare passioni intense e sentimenti di libertà, romanticismo e mistero, regalandoci melodie struggenti che, nell’intermezzo della serata, ci hanno rapito l’essere.

Il primo brano della scaletta che abbiano apprezzato “Aria sulla quarta corda” è opera dal genio della musica Johannan Sebastian Bach. Successivamente la performance solista al violino ha previsto altri brani, tra i quali citiamo due opere di Ennio Morricone: “Gabriel’s oboe” e “Love Theme”. Un musicista contemporaneo italiano, diventato famoso nel mondo intero, grazie alla popolarità dei film che ha animato con le sue musiche.

Successivamente segnaliamo “Now we are free” di Hans Zimmer, definito architetto della musica. Ci piace commentare, tra tanti pezzi di ottima esecuzione “Oblivion” di Astor Piazzolla. un anarchico del pentagramma musicale. Abbiamo poi ascoltato la composizione “Tristesse” di Fryderyk Chopin che ha svolto il tema enunciato dal titolo: un brano per pianoforte con una melodia struggente che si addice bene al violino e al temperamento dell’autore. In conclusione, tra i tanti piacevoli pezzi musicali “Someone you loved” che è una ballad emersa “come un’esplosione” nel repertorio del talentuoso Lewis Capaldi.

La serata ha previsto anche la performance di Rosanna Sannino, altra amica frequentatrice del Circolo, che ci ha regalato la lettura recitata del suo ultimo racconto ispirato al clima natalizio che era ancora nell’aria la sera dell’incontro. Si parla di portate cucinate con le specialità locali e di ambientazione familiare durante il cenone della Vigilia di Natale in casa Sannino.

Quale momento migliore per riunire a tavola le famiglie dell’area vesuviana? Le pietanze del cenone formano il caposaldo della tradizione che è entrata nella mitologia di ogni focolare che si rispetti: dalla minestra maritata al baccalà fritto, dal capitone capa e coda ai sott’aceto, per non parlare dei dolci a partire dagli struffoli e le ciociole.

Per la famiglia Sannino il cenone era un’occasione “speciale” per celebrare anche un vissuto particolare di una famiglia. Il motivo lo ha raccontato bene Rosanna nel suo primo libro “La vita a metà” da noi recensito. Padre e nonno della scrittrice hanno vissuto per lungo tempo negli Stati Uniti d’America. Al loro ritorno in Italia (a Striano) hanno portato con loro, insieme ai ricordi, anche la ricetta del piatto fondamentale di quel Paese: il tacchino ripieno, vale a dire la portata principale della Festa del Ringraziamento.

I Sannino, come ha raccontato Rosanna, a Natale non si facevano mancare niente e per ringraziare insieme la sacra Famiglia, che ci ha regalato il Bambino Gesù e la nazione Americana che li aveva ospitati per tanti anni, preparavano, insieme alle squisitezze della cucina locale, il tacchino ripieno, vanto della cucina a stelle e strisce.

Ne consegue che il cenone di casa Sannino assumeva rango internazionale, che piaceva tanto al fratello di Rosanna (Geppino) che già a quei tempi (quando era ancora un ragazzo) progettava di aprire un ristorante per presentare ai suoi futuri ospiti lo stesso spettacolo del gusto che, per tanto tempo, la famiglia allargata gli aveva messo davanti agli occhi a Natale. L’occasione del racconto, ha dato anche l’opportunità all’autrice di ricordare la memoria di un fratello sfortunato, che purtroppo, anche se riuscì ad aprire il ristorante che aveva sognato, ora non c’è più.

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Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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