Pompei, sequestrato un caseificio per scarichi illeciti nel fiume Sarno
POMPEI. Un laboratorio-opificio adibito alla produzione di prodotti lattiero-caseari e derivati del latte, denominato “La Ciliegina” e situato a Pompei, è stato sottoposto a sequestro d’iniziativa dalla squadra Uses, Unità speciale emergenza Sarno, della Polizia Metropolitana di Napoli.
I controlli al caseificio sono avvenuti lo scorso 8 gennaio 2026 nell’ambito di attività investigative finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno. Lo ha reso noto oggi la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che ha pianificato e coordinato le operazioni insieme al Comando della Polizia Metropolitana di Napoli.
Secondo quanto riportato nella nota ufficiale della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il provvedimento è stato adottato in relazione al reato di illecito smaltimento dei rifiuti previsto dall’articolo 256 del Decreto legislativo 152 del 2006, Testo Unico Ambientale.
Le verifiche, svolte dalla Polizia Metropolitana con il supporto di personale della Gori, hanno accertato che il caseificio smaltiva illecitamente una parte significativa dei reflui, costituiti dalle acque di processo provenienti dall’attività di trasformazione del latte.
I reflui venivano convogliati in una vasca di accumulo interrata e, mediante un sistema di elettropompa attivato all’occorrenza, immessi direttamente nella pubblica fognatura senza la prescritta autorizzazione. Alla luce delle irregolarità riscontrate, gli agenti hanno proceduto al sequestro del laboratorio, delle griglie di raccolta, di due vasche di accumulo e dell’elettropompa di sollevamento, al fine di evitare la reiterazione del reato e l’aggravamento delle sue conseguenze.
Durante le attività di controllo nel caseificio sarebbero emerse anche carenze igienico-sanitarie. Tali criticità – come specificato nel comunicato della Procura della Repubblica di Torre Annunziata – sono state accertate con l’ausilio di personale dell’Uop dell’Asl competente, che ha impartito le prescrizioni necessarie per il ripristino dello stato dei luoghi.
L’operazione rientra nel più ampio contesto del protocollo d’intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti. Il protocollo è stato sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall’Arpac e dagli organi di Polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali la Polizia Metropolitana di Napoli.
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