Pompei applaude Alessandro Haber, protagonista di “Mi piace il bar”

POMPEI. È andato in scena venerdì 2 e sabato 3 gennaio 2026, al teatro “Di Costanzo-Mattiello”, lo spettacolo “Mi piace il bar”, trasposizione teatrale dell’omonimo testo di Andrea G. Pinketts. La prima nazionale assoluta, a ingresso gratuito e patrocinata dal Comune di Pompei, ha segnato il ritorno di Nello Petrucci alla regia teatrale, confermando una proposta culturale di forte impronta autoriale e poetica.

Lo spettacolo ha preso forma intorno al bar, luogo simbolico e concreto al tempo stesso, spazio di transito e di sosta, osservatorio privilegiato dell’umanità. In questa cornice essenziale e riconoscibile, il testo di Pinketts è diventato racconto dell’esistenza, dei suoi margini e delle sue improvvise illuminazioni. La scrittura dell’autore milanese, scomparso nel 2018, è emersa nella sua dimensione più autentica: ironica, spigolosa, malinconica, attraversata da una poesia sotterranea capace di affiorare nei gesti più quotidiani.

Alessandro Haber ha interpretato Pinketts con una prova misurata e intensa, scegliendo la via della lettura incarnata, mai declamatoria. L’attore ha restituito l’immagine di uno scrittore immerso nel suo mondo, come se stesse componendo il romanzo direttamente al tavolino di un bar, tra un pensiero e l’altro. La sua interpretazione ha oscillato con naturalezza tra il registro poetico e quello umoristico, rendendo visibile l’immaginazione dell’autore mentre prende forma, frase dopo frase, in un dialogo silenzioso con il pubblico.

Sul fondo della scena si è mossa Demetra Bellina, presenza discreta e costante, nel ruolo della cameriera del bar. I suoi gesti quotidiani, dal servire un drink al riordinare i tavoli o pulire il pavimento, hanno costruito un controcampo visivo fatto di normalità e attenzione. Accanto a questa dimensione fisica, Bellina ha offerto un contributo vocale delicato e misurato, accompagnando anche Bret Roberts in alcuni momenti musicali e ampliando la tessitura emotiva dello spettacolo.

Le musiche originali di Bret Roberts, cantautore e attore statunitense, hanno scandito il ritmo della rappresentazione. Con la chitarra, Roberts ha accompagnato i monologhi di Haber con brani dalle melodie lineari e riconoscibili, capaci di creare un’atmosfera sospesa. Le sue canzoni, spesso attraversate da una vena malinconica, hanno contribuito a dare continuità narrativa allo spettacolo, trasformando il bar in un luogo della memoria e della rivelazione.

La regia di Nello Petrucci ha puntato su una scena semplice ed efficace. Sul palco, una luce al neon con la scritta rossa “Bar”, luci soffuse e tavolini da bar hanno evocato una periferia qualunque di Milano, o forse di qualsiasi città del mondo. Un allestimento essenziale, che ha lasciato spazio alla parola, ai corpi e alla musica, senza sovrastrutture, coerente con l’idea del bar come teatro spontaneo dell’umanità.

Prodotto da Art and Change con il sostegno dell’associazione Amici di Andrea Pinketts, “Mi piace il bar” ha offerto al pubblico di Pompei un’esperienza teatrale sobria e intensa, capace di rendere omaggio a uno scrittore di culto e, al tempo stesso, di interrogare lo spettatore sui luoghi e sui momenti in cui le vite si incontrano e si raccontano.

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Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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