Pompei, scontro politico sulla legittimità del consiglio comunale

POMPEI. “A Pompei lasciate senza parole per cosa vi firate (“siete capaci”, ndr) di fare”. Una sagace espressione nella parlata locale è stata pubblicata a commento del recente post dell’amministrazione comunale di Pompei, a sostegno del segretario generale per difenderlo “dai vili attacchi della minoranza”.

Sintetizza, secondo noi, nel modo più efficace lo sconcerto che è nato in buona parte dell’opinione pubblica sulla disputa politica riguardante l’interpretazione normativa dei limiti imposti al vicesindaco fino allo scioglimento del consiglio comunale.

Ora, relativamente alla richiesta di scioglimento immediato del consiglio comunale di Pompei e di annullamento delle delibere passate col voto del vicesindaco, la replica è che non si tratta di materia di competenza del Ministero dell’Interno.

In pari tempo, è stato ribadito l’indirizzo riguardante l’esclusione del voto in consiglio comunale del vicesindaco facente funzione, in quanto consolidato in giurisprudenza, con sentenza di Cassazione, e nella stessa regolamentazione interna del Ministero dell’Interno.

In breve, il consiglio comunale avrebbe dovuto funzionare fino alla prima tornata elettorale, con il sostituto del sindaco e la sua giunta abilitata in forma ordinaria e il vicesindaco esterno, senza potere di voto in consiglio, oltre alle nuove funzioni delegate.

A Pompei, dopo la morte del sindaco, sono anche cambiati gli equilibri politici, per cui non esiste più una maggioranza che possa deliberare (vale a dire senza il voto del vicesindaco esterno) il bilancio preventivo. Ne consegue che con ricorso motivato al Tar dell’opposizione, corredato da richiesta di sospensiva degli atti già deliberati, verrebbe sospesa l’efficacia delle delibere con voto non valido del vicesindaco esterno.

Tra le delibere da invalidare figura anche quella sul bilancio preventivo, la cui mancata approvazione nei tempi previsti comporta ex lege lo scioglimento del consiglio comunale. Questa azione della minoranza, in corso di perfezionamento, punterebbe in primis a sospendere l’efficacia delle delibere viziate da voto inammissibile della vicesindaco e, successivamente, a sciogliere il consiglio comunale.

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Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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